Droga nella maionese: condanne definitive per i narcos

Avevano fatto arrivare chili di droga nel Vesuviano per tutti i principali clan della zona. Protagoniste le famiglie Scarpa e Tamarisco di Torre Annunziata

Facevano arrivare la droga nel vesuviano grazie ad uno stratagemma. La caricavano su camion pesanti che trasportavano vasetti di maionese per provare ad evitare, con l'odore forte, l'intervento dei cani anti-droga. Diventano definitive le condanne per i narcos delle famiglie Scarpa e Tamarisco di Torre Annunziata coinvolti nell'operazione Hama che sgominò una banda dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Sono 22 in tutto i narcotrafficanti condannati in via definitiva con condanne che hanno raggiunto anche il massimo di 17 anni di reclusione. È il caso dell'organizzatore del traffico, Vincenzo Scarpa, o dei fratelli Francesco e Pasquale condannati a 14 e 10 anni.

A sgominare la banda furono i finanzieri del comando provinciale di Napoli che nel settembre 2013 strinsero le manette ai polsi a 34 persone accusate di far arrivare la droga ai piedi del Vesuvio per conto di potenti organizzazioni di Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e Secondigliano. Droga che riforniva le piazze di spaccio delle più importanti organizzazioni mafiose della zona sfruttando storiche alleanze e contatti maturati col tempo. Un legame come quello di Scarpa con i “valentini” che garantiva ad entrambi una partnership molto fruttuosa. Traffico a cui mise fine la Guardia di Finanza con una maxi-operazione in cui vennero impiegati circa cento unità.

I militari delle Fiamme gialle misero le mani su 350 chili di cocaina dal valore di 12 milioni di euro. Le direttive venivano impartite dal carcere da Scarpa tramite i colloqui con il figlio Bruno, che nonostante l'accusa dell'Antimafia venne assolto dal giudice napoletano, e i dettagli dello smercio trasferiti tramite l'utilizzo di messaggi su cellulari Blackberry. Estasi venne fermato mentre trattava una partita di cocaina che doveva arrivare dal Veneto. Un elemento di secondo piano dell'organizzazione che lavorava per lo zio di sua moglie, Vincenzo Scarpa detto “o' dottore”. Rappresentante dell'omonima famiglia da tempo trasferitasi in Spagna, il ras aveva contatti con il clan Gionta di Torre Annunziata. Venne arrestato a Fiumicino, sempre nel 2013, mentre era pronto a partire per Madrid con in tasca 12.500 euro in contanti.  

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