Concorso dirigenti scolastici: al via i ricorsi dei non idonei

Una parte dei docenti bocciati in preselezione ricorrerà al Tar. Sotto accusa le domande errate e la numerazione dei quesiti di lingua straniera. Avv. Marone: "Una prova di abilità più che di idoneità"

Un concorso pubblico

Concorso per dirigenti scolastici, la storia non è ancora finita. A passare la preselezione in Campania sono stati solo 1484 docenti su 5546, in pratica il 26,75 degli aspiranti presidi. Un dato non molto diverso dal resto della nazione, insomma una stroncatura generale. Ma, come c’era da prevedere viste le polemiche con cui si è aperto questo concorso, partiranno certamente a breve i ricorsi di ben 700 “non idonei” (e la cifra potrebbe anche crescere).

A quanto pare gli estremi per ricorrere alle vie legali ci sarebbero tutti. Come riporta il quotidiano il Mattino, i legali degli aspiranti dirigenti bocciati ritengono già sufficiente, ad invalidare la prova prelesettiva, il fatto che tra le cento domande sottoposte ai candidati ce ne fossero cinque errate. Sotto accusa finisce anche il “il librone” (la modalità con cui è stato somministrato il test) e la numerazione dei quesiti in lingua inglese, che hanno reso il quiz una prova di abilità più che di idoneità, come ha spiegato al quotidiano partenopeo l’avvocato Marone.

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La conseguenza più evidente sembrerebbe essere quella che il concorso non si chiuda entro la prossima estate, così come era in previsione e che il prossimo anno scolastico cresca vertiginosamente il numero delle scuole senza reggenza. Eppure non sempre due più due fa quattro, perché tra tagli e nuove norme per gli istituti scolastici (che prevedono accorpamenti e cancellazione dei presidi di ruolo in scuole con meno di 600 iscritti) i vincitori di concorso potrebbero persino non avere una sede da dirigere.

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