CleaNap, nuova scommessa: volontari cercasi per ripulire il Parco del Vesuvio

Nell'ambito dell'evento mondiale Let's do it World 2012, il gruppo napoletano promuove un week end di pulizia del Parco. Emiliana Mellone: "Il Vulcano come simbolo di Napoli e degli sversamenti illegali"

Emiliana Mellone e i CleaNap a Porta Capuana

“Let’s do it Vesuvius” è il nome che i ragazzi di CleaNap hanno dato alla prossimo, arduo obiettivo che si sono riproposti: ripulire il Parco del Vesuvio.

Dopo aver imbracciato scope, ramazze e spugnette per ripulire strade e piazze della nostra città (da Porta Capuana a Santa Maria la Nova e tanti altri luoghi), con azione simboliche volte soprattutto a coinvolgere e sensibilizzare cittadini e istituzioni sulla questione della tutela dei Beni Comuni e di una partecipazione più attiva alla salvaguardia del nostro territorio e del suo patrimonio artistico, adesso gli “attivisti”, diventati ormai un’associazione a tutti gli effetti, vogliono cimentarsi nell’affrontare il più ampio e complesso tema dello sversamento illegale di rifiuti, piaga soprattutto della nostra periferia, ma non solo.

La manifestazione è stata pensata nell’ambito del Let’s do it Word 2012, evento mondiale promosso dall’organizzazione estone "Let’s do it" (nata nel 2008) che si propone proprio di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul tema dei 100 milioni di tonnellate di rifiuti illegali che si trovano in tutto il mondo.
I tre giorni dedicati al Parco Naturale del nostro vulcano, comprenderanno networking, workshop tematici, film, dibattiti, spettacoli, mappatura e ovviamente la pulizia dei sentieri individuati.

La scelta del luogo: “Il Vesuvio - spiegano i CleaNap  - è uno dei simboli che connota tutta la nostra penisola, ma è ancor più identificativo di Napoli e della cultura partenopea in senso lato. Ecco perché abbiamo scelto il Parco Naturale come aria da destinarsi all’azione che intendiamo portare avanti. Esso ha un'importanza strategica Nazionale, ma è indissolubilmente legato all'amaro destino di Napoli e alle stolte politiche di gestione che si sono susseguite negli anni e che l’hanno resa vittima dell'ordinaria emergenza rifiuti. In un’area protetta, sono stati sversati rifiuti di ogni tipo: littering, rifiuti ingombranti, sostanze speciali e anche altamente tossiche. Ciò che urge in quei luoghi è una bonifica radicale, per restituire alla città un’area verde ineguagliabile per flora e fauna”.

Gli obiettivi:  “Accendere i riflettori a livello internazionale sulla realtà del Parco Naturale del Vesuvio, un sito che dovrebbe essere protetto per definizione,ma che invece versa in stato di degrado ed abbandono istituzionale, accogliendo discariche abusive e non. Sensibilizzare i cittadini (con un focus particolare verso i giovani) sulla questione vesuviana: cosa è stato fatto, cosa c’è da fare. Invitare le istituzioni a reagire, prendendo la nostra manifestazione simbolicamente fattiva come punto di partenza: non vogliamo sostituirci alle istituzioni, ma far in modo che l’ordinaria amministrazione tenga conto delle esigenze espresse, della necessità di vivere un parco, di valorizzarlo e renderlo vivo e fruibile dagli abitanti e dai turisti. Integrare i principi dello sviluppo sostenibile nelle politiche e nei programmi nazionali e invertire la perdita di risorse ambientali. Sensibilizzare la coscienza di ognuno nell’adoperarsi in prima persona per il bene comune”.

Ad un anno esatto dalla nostra prima intervista, abbiamo chiesto ad Emiliana Mellone, presidente ed ideatrice dei CleaNap, di spiegarci cos’è cambiato in questo lungo anno di attività dei volontari del gruppo e di dirci qualcosa in più sull’iniziativa di settembre:

CleaNap, da gruppo di cittadini autorganizzati ad associazione. Com'è avvenuto il passaggio e cosa è cambiato?

Il passaggio è stato graduale, ma non privo di momenti critici: temevamo di perdere  l'indipendenza e la spontaneità, ma in fin dei conti, essere formalizzati è solo uno strumento per avere personalità giuridica e partecipare in maniera più concreta al cambiamento sociale.

Com'è nata la collaborazione con l'organizzazione estone Let's do it?

Durante il nostro periodo "d'oro", le manifestazioni in piazza della scorsa estate, siamo stati contattati direttamente dalla responsabile delle regioni dell'Europa meridionale e ci è stato proposto di scegliere un luogo simbolo per l'Italia. Cosa c'è di più simbolico nell'immaginario collettivo del Vesuvio?

Ripulire il Parco del Vesuvio è un'ardua scommessa, su quali risorse potete contare?

Per il momento abbiamo l'appoggio del Presidente della Comunità dei paesi dell'ente parco, dell'ente parco stesso e stiamo lavorando per creare un network di cittadini ed associazioni,  ma speriamo di poter arrivare anche a sponsor privati che ci supportino a livello operativo. Il primo passo della pulizia è togliere il littering tramite lavoro volontario, ma le problematiche del luogo sono ben altre: c'è urgente bisogno di una bonifica REALE e dell'impegno costante delle istituzioni in tal senso.

 "Bene Comune" e "Cittadinanza attiva" sono i concetti di un futuro alternativo?

Assolutamente sì, l'abbiamo sempre detto: non delegare, ma agire in prima persona, in modo fattivo, costruttivo ma contemporaneamente critico, per far prendere atto della realtà delle cose ad un numero sempre maggiore di persone e pressare chi di dovere ad agire.

Come possono partecipare all'iniziativa Let's do it Vesuvius altri gruppi, comitati o semplici cittadini? E quanto è importante la massiccia partecipazione?

Fare numero è fondamentale. Chiunque voglia, può contattarci alla mail cleanap.letsdoit@gmail.com. Per maggiori info è possibile visitare il sito cleanap.org

NapoliToday.it insieme ad Emiliana Mellone e ai CleaNap lancia un appello affinché l’adesione a questa meritoria iniziativa sia veramente superiore ad ogni aspettativa. Per partecipare basta compilare il modulo presente sul sito http://cleanap.wordpress.com/ ed inviarlo a cleanap.letsdoit@google.it.

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