Cleanap tra innovazione e sostenibilità: bike sharing anche a Napoli

Emiliana Mellone a NapoliToday: "Il progetto è co-finanziato dal Min. dell'Istruzione e dovrebbe partire in primavera. Questa è una città difficile, ma se non ci proviamo non sapremo mai se è pronta alla sfida"

Cleanap a Trip in Chiaia con il progetto di Bike Sharing

Incontriamo i ragazzi di Cleanap - Guerrilla di Civiltà per tornare a parlare di bike sharing a Napoli: un sistema di condivisione delle biciclette attraverso una rete di ciclostazioni, con regolamentazioni riguardo al tempo di utilizzo e un supporto di tecnologie avanzate.

Partiti dagli  'attacchi di pulizia' in strade e piazze della città (che hanno coinvolto centinaia di cittadini), nel pieno dell'emergenza rifiuti, questi ragazzi oggi sono molto cresciuti e hanno dato il via a progetti strutturati e innovativi, diventando anche i referenti Italiani del progetto Let's do it (World Cleanup 2013)

Li abbiamo lasciati a settembre, quando Emiliana Mellone (ideatrice della 'socially advantageous performance') e  il coordinamento cleanap erano alle prese con banchetti di sensibilizzazione all'uso della bicicletta, al concetto di bike sharing e facevano indagini conoscitive per migliorare il loro interessante progetto. Trip in chiaia, Napoli Bike Festival, solo per menzionare alcuni degli eventi a cui hanno partecipato.

"Dopo oltre sei mesi siamo diventati buoni conoscitori delle modalità di funzionamento del servizio - ci spiega Emiliana -, abbiamo fatto analisi di benchmarking su scala mondiale, studiato i migliori modi possibili per offrire un servizio alla città, che possa costituire una valida alternativa ai mezzi privati e che possa essere sicuro e funzionante al meglio".

Ma è davvero possibile realizzare un progetto tanto ambizioso a Napoli, spostarsi in maniera alternativa e sicura 'condividendo' biciclette?

"Siamo napoletani, conosciamo bene le gravi pecche macroscopiche (sia a livello di infrastrutture, carenza di mezzi pubblici, vandalismo e furti) del nostro sistema città e stiamo provando a mettere su un servizio che quanto meno tendi a minimizzare i rischi.
Ed ecco che le nostre bici saranno dotate di software intelligenti, saranno collocate in stazioni/luoghi relativamente sicuri, all’interno di aree quali università, stazioni, parcheggi), ci saranno sistemi di videosorveglianza e la messa al coperto del servizio di notte, almeno per una prima fase di rodaggio.
Questa è la prima segnalazione che ci fanno i cittadini e i nostri utenti della rete: il servizio non funzionerà, ruberanno e distruggeranno tutto. Beh, può essere. Ma fatto sta che se non ci proviamo non lo sapremo mai, vogliamo provare a dare alla città un'opportunità di slancio ed europeizzazione, perché siamo stanchi dei luoghi comuni. Qualora le cose non andassero bene, non potremmo dire di essere tra quelli che fanno lamentele fini a se stesse! E poi ci teniamo a ricordare che il nostro è un progetto di ricerca co-finanziato dal Ministero dell'istruzione università e ricerca, proprio per svolgere report e documentazione sui servizi di monitoraggio, raccolta e diffusione dei dati di funzionamento e utilizzo del sistema. Oltre che studi di impatto ambientale e sviluppo di servizi IT/mobile ad hoc.

Ecco un punto importante da spiegare, i finanziamenti. Come avviene la ricerca dei fondi necessari a coprire il resto delle spese?

"Le critiche che spesso ci muovono sono relative al fatto che il comune, con tutti i problemi che ha (economici, finanziari, di sicurezza, etc) si permette il "lusso" di pensare alle biciclette. Ebbene, il comune - economicamente parlando - non è implicato nel progetto. Sono stati firmatari di una manifestazione d'interesse e periodicamente ci vediamo per coordinare il nostro lavoro con gli assessorati preposti (localizzazione delle ciclostazioni, gestione suolo pubblico, interrelazioni con gli altri attori dei servizi di mobilità e trasporto pubblici), ci supportano affinché il progetto vada in porto perché ne vedono una grande opportunità per la città, nata pressoché parallelamente allo sviluppo della pista ciclabile voluta dall'amministrazione (quella precedente, tra l'altro), il tutto gestito da un'associazione giovane, per fini di ricerca e studio.

Infine ricordiamo che noi siamo sempre alla ricerca di parte del budget da investire nella fase iniziale del progetto. Ecco perché ci siamo affidati ad un altro bel progetto campano, DEREV.COM di Roberto Esposito, per la nostra campagna crowfunding, già avviata lo scorso autunno. Sul sito in questione il progetto è spiegato in modo efficace, anche grazie ad un bellissimo video promozionale" .

Allora, quando potremo avere finalmente il bike sharing in città?

"Il servizio dovrebbe partire entro la primavera, se le pratiche burocratiche ce lo consentiranno, prima saremo in strada per riprendere il contatto con la gente e sensibilizzare, magari anche con delle postazioni test. Abbiamo tanta voglia di fare e speriamo di riuscirci quanto prima".

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