Circumflegrea e Cumana tra le peggiori linee d'Italia: la classifica di Legambiente

Anche quest'anno l'associazione ambientalista ha presentato il Rapporto Pendolaria riguardante il trasporto pubblico su ferro. I due vettori flegrei, che ogni anno servono 45mila passeggeri, protagonisti in negativo

Cumana

Il prossimo 18 dicembre sarà presentato il “Rapporto Pendolaria 2014”, annuale punto di Legambiente sulla situazione del trasporto su ferro italiano. La campagna Pendolaria ha un obiettivo: denunciare la fatiscenza e l'inadeguatezza di mezzi e linee che dovrebbero servire i pendolari. Meno treni, carrozze sempre più vecchie, in generale tagli sistematici ai servizi ferroviari regionali a fronte dei quali, parallelamente, le tariffe aumentano.

La Campania è tra le regioni in assoluto più coinvolte dal fenomeno. Dal 2010 al 2014 ha visto tagli ai servizi del 19% e aumenti ai biglietti del 23,75%, una forbice tra le più alte nella già disastrata situazione del trasporto pubblico del Sud Italia.

Al centro del Rapporto Pendolaria la classifica delle linee peggiori del Paese, selezionate sulla base di carenze oggettive e proteste sul territorio. Anche qui, il “primato” per la nostra regione non è lontano. Mentre la peggiore linea italiana risulta la Roma Termini-Ciampino-Castelli Romani, in seconda posizione ci sono Circumflegrea e Cumana, vettori partenopei dell'Eav da tempo vessati da innumerevoli carenze.

Sono 45mila i pendolari che quotidianamente si muovono tra Napoli e l'area nord-occidentale della città attraverso le due linee, che collegano entrambe Montesanto e Torregaveta, la Circumflegrea in 27 km che passano per la IX Municipalità e poi per Quarto, Licola e Cuma; la Cumana per 20 km che passano per vari quartieri cittadini (soprattutto X Municipalità) e poi Pozzuoli e Baia. Stazioni alla mercé dei vandali, senza biglietterie ed obliteratrici, pochi e fatiscenti treni (conseguentemente sovraffollati). Addirittura lungo la linea della Cumana, spiega Legambiente, è spesso capitato che ci fossero soltanto due vettori in circolazione.

“Per centinaia di migliaia di pendolari che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare la situazione diventa ogni giorno più difficile – spiega il direttore di Legambiente Campania Antonio Gallozzi – Oramai da anni si sta celebrando il funerale del trasporto pubblico in Campania: con continui tagli, con la politica che non risolve o fa finta di nulla con i cittadini vittime che continuano a pagare per un servizio pessimo”.

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