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Città della Scienza, i lavoratori: "Se la Regione non mette i soldi è il crack"

 

"O arriva un mecenate privato, e all'orizzonte non ne vediamo, oppure la Regione deve valutare un piano di rilancio. C'è un buco da 13 milioni di euro da ripianare". Città della Scienza è occupata, ormai, da dieci giorni dai propri dipendenti, 220 se si considera anche l'indotto, che da luglio non percepiscono lo stipendio. A preoccupare ancora di più i lavoratori, però, è il buco di bilancio, che secondo le stime della Regione Campania ammonterebbe a circa 13 milioni di euro. 

La mobilitazione è rivolta in particolar modo al Consiglio di amministrazione di Città della Scienza. A questo, i lavoratori chiedono come sia possibile non trovarsi con i conti dopo che il polo scientifico napoletano ha incassato i soldi dell'assicurazione post-incendio, le donazioni di privati ed enti pubblici, gli incassi relativi agli oltre 200mila tagliandi staccati per la mostra Corporea.  

L'unico a salvarsi dalle accuse della protesta è il presidente Silvestrini, che dopo aver rimesso il suo mndato ha chiesto al Consiglio di fare lo stesso per facilitare l'intervento della Regione. Il suo appello, però, è rimasto inascoltato. Sullo sfondo, c'è il rischio della necessità di tagli agli stipendi e dei posti di lavoro. Soprattutto è a rischio è la sopravvivenza stessa del museo scientifico della città.  

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