Ciro Esposito ucciso per una "bravata", l'avvocato Pisani: "Scriverò a Mattarella"

Ancora polemiche dopo la pubblicazione della sentenza che in Appello ha drasticamente ridotto la pena all'uomo che ha ucciso il giovane tifoso del Napoli

Ciro Esposito

"In quale giustizia devono credere i cittadini? Cosa bisogna spiegare ai familiari delle vittime innocenti in casi del genere?": così l'avvocato Angelo Pisani, legale della famiglia di Ciro Esposito dopo la pubblicazione della sentenza che, in appello, ha drasticamente ridotto la condanna all'omicida del partenopeo, l'ultras romanista Daniele De Santis.

Angelo Pisani ha annunciato l'invio di una lettera, sulla vicenda, al Capo dello Stato Sergio Mattarella. "Guai a pensare che non ci siano più regole e speranze, non mi sembra esistano precedenti del genere. Una parola come 'bravata', ripetuta tre volte dimenticando i video e le testimonianze reali, può esser anche più pericolosa di colpo di pistola. De Santis non era certo un ragazzino con la pistola ad acqua, e bastava guardare solo i precedenti".

Dopo la sentenza, la madre: "Ucciso una seconda volta"

"Usare il termine 'bravata' – prosegue Pisani – è un'offesa alla memoria di un ragazzo ucciso dalla criminalità e per negligenza dei responsabili dell'organizzazione di una partita di calcio finita nel sangue".

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