Circumvesuviana in tilt: cresce la rabbia dei pendolari

Caos ieri sera, esplode l'ira dei viaggiatori del tratto Napoli-Baiano. Stanchi di dover aspettare, hanno proibito il transito del mezzo per un quarto d'ora

Un vagone affollato

Quei pochi che passano sono colmi di gente ammassata in cerca di un po’ di spazio per respirare. Ma sono molte di più, migliaia, le persone che aspettano inutilmente ai bordi dei binari, nella speranza di vedere un treno fare la sua corsa. C'è chi vuole tornare a casa, fare una doccia, mangiare e sedersi in poltrona, chi  vuole arrivare in orario al lavoro, chi a un appuntamento. Ma tutti vogliono soprattutto non essere più presi in giro. Perché è questa la sensazione generale. Quella di pagare profumatamente un biglietto o un abbonamento, per restare a piedi, nella maggior parte dei casi, con lo sguardo rivolto verso l'alto, fisso sul cartellone, in attesa che venga indicato l’orario dell’agognata corsa.

La rabbia dei pendolari ha ormai raggiunto il culmine e la situazione della Circumvesuviana rasenta lo sfacelo. A farne le spese è come sempre la popolazione, costretta a fare i conti con la disorganizzazione che le gestisce la quotidianità. Ma la gente non ce la fa più. Inveisce contro gli impiegati della circumvesuviana, chiedendo di collaborare alla protesta generale contro il disservizio continuo.

“Il treno delle 17.22 non è passato. E neanche quello delle 17.50. Ne è arrivato uno ora, alle 18.20, ma è stracolmo di gente”- ci dice una pendolare arrabbiata, indicandoci il treno che è fermo, sui binari, preso d’assalto dalle persone. “ Vi siete mangiati tutto - urla un impiegato che aspetta il treno da più di un’ora contro il capotreno - anche i treni vi siete mangiati. E noi stiamo qua a pagare”.

Dal canto loro il personale dell’azienda è nel panico totale: “Non possiamo più lavorare in queste condizioni. Ogni giorno veniamo minacciati dalla popolazione, ormai esausta. La nostra responsabilità aumenta, con questo caldo la gente nei treni può sentirsi male, e noi non siamo in grado di soccorrerla”.

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Il treno che è rimasto fermo per circa un quarto d’ora ha destato l’attenzione della vigilanza che si è preoccupata di placare la rabbia dei pendolari. Ma la situazione si è mostrata troppo grossa anche per loro. “ Se riescono a chiudere le porte, il treno parte-ha dichiarato uno dei vigilanti- poi ne arriverà un altro”. Sì, un altro treno arriverà ma quando?



 

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