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Rione Sanità, il 'cippo' arriva a tarda notte: "Difendiamo una nostra tradizione"

Zona presidiata da polizia e carabinieri fino a mezzanotte. Quando le forze dell'ordine hanno lasciato le postazioni, decine di ragazzi sono sbucati dai vicoli e hanno acceso il fuoco cantando cori per gli amici scomparsi e sfottò contro gli altri quartieri

 

E' passata da poco la mezzanotte al Rione Sanità quando i due blindati dei carabinieri e la volante della polizia lasciano la piazza, presidiata militarmente fin dal primo pomeriggio. E' quello il momento che decine di ragazzini del quartiere aspettavano da settimane. Dai vicoli del rione spuntano tronchi d'albero, mobili in legno, vecchie porte. Nel giro di una manciata di minuti al centro di piazza Sanità un cassonetto nei rifiuti viene rimepito di tutto quello che era stato raccolto nei giorni precedenti ed è sfuggito ai controlli. 

Alcune vetture della polizia tornano sul posto, ma ormai è troppo tardi. I ragazzi del Rione le notano e danno fuoco al "totem": il cippo è avvenuto. Partono i cori, mentre si cammina in girotondo intorno alla fiamma. Sono per lo più sfottò rivolti agli altri quartieri della città: i Quartieri spagnoli, il Cavone, piazza Mercato, Materdei. In questi luoghi, dove il controllo delle forze dell'ordine è stato molto più blando, il cippo è stato acceso nel pomeriggio. 

Ma i giovani del Rione usano il fuoco anche per ricordare i loro amici scomparsi, come Genny Cesarano e Ciro Esposito. "Per noi è una tradizione - ci racconta un ragazzo di 16 anni - lo hanno fatto i nostri nonni, i nostri genitori. Per noi il cippo non è solo una festa, è un modo per ricordare chi non c'è più, per esprimerci. Ed è anche una competizione con gli altri quartieri per a fiamma più alta. Io spero che col tempo si possa trovare un accordo anche con le forze dell'ordine, magari organizzare una festa. Non c'è nulla di male nell'accendere un fuoco, è bello e tutti lo aspettano".  

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