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Case del Comune ai senza tetto, ma non hanno il collaudo: "Ci prendono in giro"

 

"Vivo in dormitorio da 17 anni. Credevo che l'incubo fosse finito. Credevo di poter vivere ciò che mi resta in una casa vera". Giovanni Villani ha 67 anni. In un'altra vita era un restauratore di mobili in legno, uno dei più apprezzati di Napoli. Una serie di eventi sfortunati lo hanno costretto, nel 2001, a vivere in un dormitorio pubblico, da cui non è più uscito. 

Uno spiraglio di luce nella sua vita Giovanni lo ha intravisto nell'ottobre 2016, quando in via Lattanzio, nel Rione Traiano, il Comune di Napoli completò il restauro di un edificio abbandonato per ricavarne sei appartamenti, per un totale di dodici posti, da afidare a persone senza fissa dimora con la pensione minima. 

Per entrare in quella casa tanto sognata, Giovanni e gli altri 11 residenti hanno dovuto attendere altri 16 mesi. Solo a gennaio del 2018, il Comune ha consegnato loro le chiavi. Peccato che a quelle abitazioni mancasse il collaudo definitivo. L'ascensore non funzionava (si tratta di anziani con problemi di salute e motori), la fornitura d'acqua non era continua, l'impianto elettrico non reggeva i normali carichi. 

Gli assegnatari ebbero il divieto di dormire nella palazzina di via Lattanzio: "Ci promisero che sarebbe stato tutto completato entro dieci giorni - spiega Giovanni - Invece sono passati 5 mesi e queste case sono esattamente come erano nell'ottobre del 2016. Non ci rispondono al telefono, non ci danno notizie". E i disagi, per queste persone sono tanti. Di giorno si recano nel Rione Traiano per vivere nel loro nuovo domcilio. Ma tra le 17 e le 18 si affrettano a prendere gli ultimi mezzi pubblici con cui raggiungere il dormitorio pubblico, che si trova nei pressi di via San Biagio dei Librai, in pieno centro antico. "Siamo malati e anziani e il tragitto tra via Lattanzio e il dormitorio  lunghissimo. Questo inverno, inoltre, ha piovuto molto e per noi questo spostamento quotidiano è diventato molto faticoso". 

Il perchè il Comune di Napoli abbia consegnato le chiavi di residenze non ancora pronte non è chiaro. Ma l'assessore alle Politiche sociali Roberta Gaeta chiarisce cosa manca per l'abitabilità: "Abbiamo risolto il problema dell'acqua e abbiamo avuto parere positivo dall'Enel per l'adeguamento del contatore. Tempi? Sicuramente sarà tutto pronto prima dell'estate". Giovanni e gli altri 11 over 65 sperano sia la volta buona. 

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