Casagiove, Commissione PO: donne indignate e solidali con Kyenge

Il commento "poco felice" fatto da Calderoli sul viso della ministra Kyenge ha gettato un velo di sdegno tra le donne di tutta la Penisola. La Commissione della Pari Opportunità di Casagiove manifesta la sua solidarietà alla ministra di colore e ribadisce la propria condanna ad ogni forma di razzismo e di pregiudizio. Le donne casagiovesi fanno sentire la loro voce ed il loro abbraccio solidale a Kyenge.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

"Ho lottato contro il dominio bianco e contro il dominio nero.
Ho coltivato l'ideale di una società libera e democratica
nella quale tutti possano vivere uniti in armonia, con uguali possibilità.
Questo è un ideale per il quale spero di vivere..." Nelson Mandela

CASAGIOVE (CE)-L'ennesima offesa a Cecile Kyenge, donna e ministro dell'integrazione, più grave di tutte le altre giornalmente dirette a Lei che si batte semplicemente per i diritti fondamentali all'uguaglianza e alla dignità, perché proveniente direttamente da un rappresentante delle istituzioni, è intollerabile per i suoi connotati razzisti, per la violenza che contiene, per il tasso di inciviltà che emana. Paragonare Cecile Kyenge a un orango, come ha fatto il leghista Calderoli, è barbarie allo stato puro.

L'offesa diretta a lei ha colpito profondamente tutte le donne e tutti gli italiani. La Commissione Pari Opportunità del Comune di Casagiove esprime l'indignazione di tutte le Donne Casagiovesi e la solidarietà incondizionata a Cecile Kyenge e a tutti coloro che sono fatti oggetto di insulti razziali e discriminati.

Nell'insulto razzista c'è un carico di disprezzo che rivolto ad una donna porta con sé anche i connotati della discriminazione di genere e i germi della violenza, che tutti i giorni le donne sono costrette a combattere.

La Commissione Pari Opportunità, certa di rappresentare i sentimenti delle Donne Casagiovesi, non intende rinunciare alla sua libertà di indignarsi, perché la rinuncia a farlo, apparirebbe complicità col razzismo, con l'ignoranza, con l'indifferenza; mentre è, oggi più che mai, indispensabile non sia mai messa in discussione la dignità di ogni essere umano e si scelga la solidarietà quale mezzo per lenire ingiustizie e costruire uguaglianze sostanziali, condizioni primarie su cui fondare un mondo migliore.

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