"Napoli e napoletani da bruciare", scritta shock in una fabbrica

L'episodio è avvenuto in un'azienda di Pomigliano d'Arco. Il dirigente ha spiegato il cartello servisse per spronare gli operai, che però hanno fermato le attività e ne hanno chiesto il licenziamento

Foto gruppo Fb "Noi siamo Tiberina Pomigliano"

Una frase - di proposito - razzista nei riguardi di Napoli e dei napoletani è apparsa su uno dei display di una fabbrica, a Pomigliano d'Arco: "Bisogna bruciare tutto: Napoli, tutti i napoletani e i loro rifiuti anche perché i napoletani sono un rifiuto del mondo".

Hanno subito colto l'occasione per dare prova del loro razzismo i diversi gruppi antinapoletani presenti sui social, riportando e commentando quanto accaduto.

L'intenzione del manager plant della Tiberina, azienda metalmeccanica che produce componenti per auto dell'indotto Fiat, però, era – è stato spiegato – quella di "spronare i lavoratori" a smentire l'autore della frase, presa da un commento apparso sul web, e ad essere "più civili, puliti ed efficienti". Il cartello con la frase razzista era accompagnato infatti dalla scritta "io non ci sto, bisogna reagire".

Secondo quanto riportato dal Mattino i lavoratori non hanno apprezzato. E anzi bloccato per una notte le attività e chiesto il licenziamento del dirigente.

Sit-in organizzato per lunedì

Nel pomeriggio è stato indetto, per lunedì mattina davanti all'ingresso della fabbrica dell'indotto Fca, un presidio di protesta. Ad annunciarlo sono stati i Si Cobas, oltre che i licenziati gruppo 'Bruscino' e gli attivisti '48ohm'. I sindacalisti attaccano il direttore di Tiberina affermando che "sputa nel piatto dove mangia, dimenticando che il cibo nel piatto viene dal lavoro degli operai che insulta".

"L'unica forza positiva del Sud sono gli operai - proseguono gli esponenti del sindacato - Per il lavoro che fanno, intruppati sulle linee, sui macchinari, nei magazzini, rappresentano una forza organizzata che fa andare avanti il baraccone. Gli operai pur rappresentando una forza tremenda se organizzati, nella condizione attuale non fanno paura a nessuno".

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