Dal caos barelle - 200, ma anche più - si è passati alla totale assenza di posti al Cardarelli. Come si legge in un articolo di Giuseppe del Bello su La Repubblica, la situazione putroppo è comune a molti altri ospedali. Loreto mare, Pellegrini, San Giovanni Bosco.
"Barellopoli", fa sapere Ciro Mauro - direttore dell'Utic, la Terapia intensiva coronarica del Cardarelli - dipende anche dal fatto che nell'area collinare, nonostante la convenzione firmata dal presidente Caldoro con l'Università, non ci sono letti per l'emergenza oltre i nostri. E non si capisce perché Calabrò (senatore Pdl e consigliere regionale per la sanità, ndr) invece di tagliare reparti, crei divisioni finalizzate solo a soddisfare la gloria accademica". Franco Paradiso, direttore sanitario del Cardarelli, non ha problemi ad ammettere che ormai si è oltre il limite accettabile. "In Medicina d'urgenza ospitiamo fino al triplo dei pazienti (32 in letti ufficiali e 52 in barelle) in condizioni a dir poco disagiate e con rischi per l'assistenza. E poi, gli operatori, ormai sono allo stremo. Le barelle rappresentano un quarto della dotazione di letti totale che è di 940 letti, 770 di degenza ordinaria più 180 per il Day hospital".
Perché si è arrivati a tanto? "La chiusura di pronto soccorso e il personale andato in pensione e mai sostituito (100 medici e circa 150 infermieri) hanno reso la situazione ben peggiore di quella di 10 anni fa. Anche allora, nei periodi bui, avevamo grosse sofferenze, ma solo il lunedì per il turnover di malati più lento. Oggi il male è endemico".
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