Campi Flegrei, la ricerca: "Attività vulcanica ripresa, nel sottosuolo un lago di magma"

Pubblicati sulla rivista Scientific Reports, gli studi di Ingv e Cnr spiegano così un innalzamento del suolo degli ultimi 10 anni arrivato a circa 30 centimetri

Campi Flegrei

La scoperta di Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e Consiglio Nazionale delle ricerche (Cnr) a proposito dei Campi Flegrei – il vulcano universalmente riconosciuto come il più pericoloso d'Europa – è inquietante: il sollevamento del suolo avvenuto nell'area tra il 2012 ed il 2013 è stato causato dalla ripresa delle attività del supervulcano.

Pubblicata sulla rivista Scientific Reports, la ricerca parla di 10 centimetri di sollevamento, dovuti ad un magma risalito a 3 km fino a costituire un lago sotterraneo di lava. Ingv e Cnr sono giunti alle loro conclusioni attraverso dati satellitari e Gps. Secondo i ricercatori, il lago di lava potrebbe raffreddarsi rapidamente, e quindi è meno capace di produrre eruzioni.

Il suolo si sollevava anche in passato, ma la situazione ora è diversa: il sollevamento bradisismico degli anni '80 era legato all'immissione di fluidi idrotermali (acqua e gas) nelle rocce della caldera, e non all'attività del magma. Negli ultimi 10 anni il fenomeno è arrivato a quota 30 centimetri circa.

“La risalita e l'intrusione del magma all'interno del lago sotterraneo – spiegano dall'Ingv – potrebbe essere il normale ciclo di vita delle caldere”, e non si esclude fosse già “attivo durante le crisi bradisismiche degli scorsi decenni”.

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