Camorra, la proposta dopo lo studio: “Togliamo i bambini ai camorristi”

Il centro Res Incorrupta ha dimostrato che la recidiva aumenta per i minori figli di camorristi. Borrelli ne approfitta: “Togliamoglieli”

“Le risultanze dello studio condotto dal Centro di Ricerca Res Incorrupta dell’Università Suor Orsola Benincasa, a opera di Isaia Sales e Simona Melorio, evidenziano come i minorenni che commettono reati ‘in odore di camorra’ hanno un rischio di recidiva molto più alto rispetto al livello nazionale, il 41 percento contro il 22 percento. In pratica chi commette reati per conto dei clan da minorenne ha un destino segnato una volta compiuta la maggiore età. Emanciparsi dopo essere cresciuti in sistemi camorristici è quasi impossibile. I figli dei camorristi sono destinati, nella stragrande maggioranza dei padri, a seguire le tracce dei genitori. Una spirale che garantisce continua manovalanza alle organizzazioni criminali che avviano alla delinquenza i figli degli affiliati fin dalla più tenera età”.

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Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Ribadiamo – prosegue Borrelli – che l’unica soluzione è sottrarre i figli ai condannati in via definitiva per reati associativi. Solo in questo modo si potrà fare in modo che tanti ragazzi vengano sottratti ad un destino già scritto. L’essere nati e cresciuti in famiglie di camorristi non significa che questi giovani non possano essere salvati. Occorre dunque una legge che permetta di intervenire in questo senso, altrimenti ci troveremo di fronte a miriadi di casi simili a quello di Paolo Di Lauro, padre di dieci figli, di cui nove condannati”.

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