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Bus, blocco a sorpresa. Anm: "Futuro sempre più incerto"

Un giovedì nero. Stipendi pagati sempre con ritardo, blocco dei premi di produzione. I dipendenti: "Ci scusiamo con gli utenti ma devono comprendere che anche noi siamo padri di famiglia"

Redazione 13 luglio 2012
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È stato un giovedì nero. Autobus nelle rimesse e cittadini a piedi. Un blocco dei mezzi pubblici giunto a sorpresa. Ieri attese interminabili sotto le pensiline senza avvisi di scioperi o proteste in corso. Problemi di sicurezza, la motivazione ufficiale. In realtà, il malcontento dei dipendenti dell’Anm sta nel loro futuro incerto. Stipendi pagati sempre con ritardo, blocco dei premi di produzione. Una situazione nera come spiega Elena Romanazzi del Mattino.

Neanche Renzo Brunetti, amministratore unico dell’Anm, nasconde le difficoltà: "Non ci sono risorse in cassa, dal 2008 ad oggi abbiamo accumulato 260 milioni di crediti, siamo esposti con le banche, e si sta facendo il possibile per risolvere la situazione. Abbiamo bisogno tra gasolio, stipendi e assicurazioni di venti milioni di euro in più rispetto all’ordinaria amministrazione proprio per fronteggiare questa situazione".

E così ieri tutti a piedi. I primi a non far partire i mezzi sono stati gli autisti del deposito di via delle Puglie. Alfonso Tricinelli, segretario provinciale della Faisa Cisal, ci ha tenuto a spiegare: "Ci scusiamo con gli utenti ma devono comprendere che anche noi siamo padri di famiglia che lavorano in condizioni disumane e che aspettano la fine del mese per avere uno stipendio che arriva sempre in ritardo e che costringe moltissime persone ad accumulare debiti su debiti. Sia chiaro non vogliamo danneggiare nessuno, vogliamo avere solo delle risposte".

 

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VENERDI' 13 LUGLIO, CONTINUANO I DISAGI: BUS FERMI
 

Gli utenti hanno però preso male la protesta tant'è che, intorno all'ora di pranzo, è scoppiato un vero e proprio putiferio. Gli autisti in circolazione con la scritta "Deposito" sono stati aggrediti a piazzale Tecchio. E adesso cosa accadrà? Tricinelli spera in una rapida soluzione del problema. "Ci sentiamo una barca alla deriva, non conosciamo il nostro futuro, stiamo pagando sulla nostra pelle errori di altri".

Fuorigrotta
trasporti

4 Commenti

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  • Avatar anonimo di Sabnio GENOVESE

    Sabnio GENOVESE SONO SOLIDALE CON  I LAVORATORI 
    anche perchè nelle scorse settimane leggevo  da F.B:

    Invito attentamente alla lettura di quato riportato da Maria Aprovitola, sostenuta da Antonio Aiello, dirigente sindacale di USB,
    (scritto come post su facebook, alla Nota sul Sondaggio della Qualità del Servizio del Trasporto Pubblico a Napoli, effettuato dal WWF a EnergyMed).

    •  Maria Aprovitola

    Spett. Ass. Anna Donati

    La nostra O.S. desidera informarLa di quanto a conoscenza allo scopo di poter avviare un confronto collaborativo e costruttivo che possa prevedere un rilancio di tutto il TPL, in particolar modo in ANM. Come Lei ben sa, i mesi a seguire saranno “caldissimi” a causa di una ormai cronica mancanza di fondi che, pare, costringerà l’utenza ad un uso limitato del diritto alla mobilità, ed i lavoratori dei trasporti ad un aumento dei carichi di lavoro che potrebbe sfociare in una pericolosa mancanza di sicurezza ed addirittura in una mancanza di garanzia occupazionale. Non è tempo di critiche volte al passato, e questa O.S., pur avendo sempre provato a denunciare sprechi e politiche amministrative e sindacali controproducenti, vuole gettare le basi per un rilancio vero. Ma, per un rilancio serio e duraturo che parli realmente di futuro e garanzie, ci sembra giusto partire dagli errori di un passato ancora troppo presente che annida nelle “nostre” aziende. Siamo sicuri che Lei si sia ampiamente informata di “fatti” e “situazioni” che intendiamo comunque fornirLe per evitare alibi o equivoci.

    Premesso che:

    • i dichiaranti sono dipendenti di ANM (Azienda Napoletana Mobilità);

    • sindacalisti e dirigenti della USB (Unione Sindacale di Base) e conducenti di linea;

    • lavorano per la suddetta azienda da oltre 10 anni.

    Dichiariamo che:

    ANM è il vaso di Pandora di tutti i mali peggiori che affliggono le partecipate, in essa confluiscono la degenerazione di tutti i comportamenti politici, sindacali ed individuali che portano al sistematico saccheggio ed alla distruzione della spesa pubblica. Occorre fare luce e “liberare” questo “pezzo del Paese” dal sistema mafioso che lo governa, nel quale si sovvertono tutte le regole in barba al buon senso, alla trasparenza, alla parità dei diritti, alle pari opportunità. Il tutto è figlio ed eredità di un insieme di scelte sbagliate e controproducenti, protratte nel tempo con l’incuranza di chi sapeva benissimo che sarebbero state pagate dai cittadini-utenti e dagli stessi lavoratori.

    Tutto quello di cui vi porteremo a conoscenza è frutto di osservazione empirica e di comprovata conoscenza non solo personale, ma di tutti i dipendenti della suddetta azienda, non nasce da “voci di corridoio”, ma dal diffuso e radicato malcostume politico-sindacale che vige in ANM. Il tutto andrebbe inserito, per una corretta e reale valutazione, in un quadro di insieme più ampio che consideri, in generale, la crescita esponenziale che hanno avuto alcune OO.SS. (organizzazioni sindacali) negli ultimi 13 anni, frutto di clientelismo e del più bieco italico malcostume della corruzione. Occorrerebbe considerare questa situazione come contorno a vicende come:

    1. i cambi aziendali dietro pagamento di tangenti, che da cambi si tramutano in vere e proprie assunzioni ex novo (cambi con pensionati o addirittura con deceduti, l’inchiesta è tuttora in corso) con l’implicazione delle strutture sindacali, anche nazionali;

    2. le promozioni e i cambi di qualifica dati a iosa anche quando la loro utilità era inesistente, anzi spesso deleteria perché andava a saturare posizioni professionali di cui si poteva benissimo fare a meno, il tutto con aggravio di costi di gestione e con alcun ritorno in termini produttivi;

    3. le assunzioni dei figli dei vertici sindacali e politici cittadini nelle municipalizzate senza concorso;

    4. lo “smantellamento” delle aziende di trasporto pubblico per renderle boccone appetibile per chissà quale futuro acquirente;

    5. le assunzioni “fuori ogni controllo” effettuate dalle agenzie interinali nel recente passato;

    6. la gestione delle manutenzioni e le “lavorazioni fasulle”.

    •  

    Maria Aprovitola

    I fatti sono questi: la gestione del personale viaggiante, quello che per intenderci dovrebbe essere impiegato sui turni, avviene all’interno di un’ottica clientelare e “associazionistica” di tipo mafioso. Ogni O.S. detiene una quota della gestione dei turni assegnati agli operatori (conducenti, per l’appunto) e la usa come “merce di scambio” per fidelizzare e rafforzare le sue posizioni e suoi iscritti nell’ambito aziendale, in barba a tutte le regole sulla trasparenza, la giustizia, la meritocrazia ed il buon senso. In buona sostanza, la ciclicità dei servizi assegnati ai conducenti dovrebbe essere immutabile, salvo alcune eccezioni legate strettamente ai vincoli derivanti dai CCNL di categoria o dagli accordi locali che ne modifichino in parte le direttive. Avviene invece che grazie alla gestione politico-sindacale che con uomini di parte e non super partes (è il caso dell’Ing. Felice Mondo, uomo della Uiltrasporti, dirigente della programmazione dei servizi) gestiscono il personale come se fosse cosa propria. La questione dei servizi, spiegata in questo modo, potrebbe apparire banale e priva di ogni valenza, ma Le assicuriamo che non è affatto così. La gestione dei servizi, come la concessione di giornate di ferie (CP, ergo congedi pagati) consente ad una pluralità di soggetti di “tenere in pugno” le vite aziendali di tutti i dipendenti. L’immutabilità e la ciclicità, l’assegnazione dei servizi disponibili, viene continuamente stravolta a favore di un numero ristretto di soggetti, spesso e volentieri la stessa alternanza mattina/sera viene stravolta a svantaggio del servizio stesso. Appare evidente che in periodi “critici” come il sabato o la domenica sera, chi dovrebbe essere impiegato in fascia serale, venga spostato su turni mattinali, “svuotando” di fatto il servizio serale che ne risulta di conseguenza danneggiato. Il tutto si traduce in un servizio depotenziato (massimo 1 o 2 vetture in esercizio su ogni linea), con conseguente rischio per l’incolumità fisica dei lavoratori ed un logico ricorso alla richiesta di intervento alla Forza Pubblica per prestare soccorso ai conducenti che diventano parafulmine e vittime finali, insieme agli utenti, di un sistema che non funziona. Questo meccanismo va a generare tutta una serie di reazioni a catena che trovano la loro espressione più deteriore nell’impennata delle assenze per malattia. Siano consci del fatto che “simulare” uno stato patologico per non recarsi al lavoro sia cosa, oltre che legalmente, anche moralmente inaccettabile, ma a gente di 55/60 anni di età a cui, vista la propria estraneità a detto “sistema”, viene sempre negata ogni richiesta di variazione di turno, mentre ai soliti noti la vita fila nel miglior modo possibile, non resta altro che darsi ammalato, aggiungendo danno su danno. La dirigenza è stata informata ampiamente (nello specifico possiamo fornire materiale di divulgazione sindacale, fax protocollati ed inviati e volantini) e nonostante sia stato dimostrato abbondantemente quanto questo sistema fosse dannoso per l’azienda stessa, continua, sorda e sciocca, a far finta di non vedere quanto gli passa sotto gli occhi. Anche di fronte a prove documentali, questi signori hanno negato l’evidenza. I passaggi da comprendere sono essenzialmente 3:

    1. creazione dei turni tramite programma computerizzato;

    2. prima scrematura nel movimento centralizzato;

    3. successiva gestione all’interno degli impianti di destinazione del giornale cronologico da parte di CUO e AE.

    Altro capitolo che sarebbe il caso di andare a verificare, sarebbe quello riguardante le manutenzioni: non di rado capita che le vetture che rientrano negli impianti per guasti di natura meccanica, siano rimesse in uscita senza essere soggetti a riparazione. Lo prova il fatto che dall’ingresso alla presunta riparazione, passate poche ore, i guasti si ripresentano in maniera ciclica. Tutto questo presume:

    1. la non reale riparazione dei mezzi in questione. I mezzi sarebbero rimessi in “uscita” senza che vengano eseguite le riparazioni del caso, pur risultando riparati;

    2. l’assegnazione a squadre operaie di comandate di lavoro “dichiarato” ma non effettuato;

    3. l’assegnazione di ore straordinarie che, giustificate dall’impellenza e dalla reale esigenza di mezzi da mettere in linea, viene profusa senza che sia neanche oggetto di valutazione, essendo lasciata alla discrezionalità del dirigente preposto o del suo diretto sottoposto.

    Siamo in grado di presentare tutte le prove documentali di quanto asserito sopra, dalle quali evincerà che vetture rientrate poche ore prima per un guasto, dopo qualche ora rientrano nell’impianto per il medesimo guasto. A voi il giudizio.

    Sperando che gli elementi fornitiVi possano essere di supporto per concrete indagini che mettano fine allo scempio a cui siamo costretti a dover assistere da oltre un decennio, siamo convinti che un interessamento da parte Sua possa dare un po’ di speranza a questa città e a questo popolo che ha tanta fame di giustizia e di trasparenza.

    IN FEDE

    Coordinamento provinciale USB trasporti

    il 13 luglio del 2012
  • Avatar anonimo di Nicola

    Nicola Sicuramente il blocco del servizio senza preavviso crea disaggio ai cittadini 
    incolpevoli del degrado Dell,azienda.Tutta via bisogna comprendere le preoc
    cupazione dei lavoratori rispetto al Bla, Bla, Dell,amministrazione comunale
    nell,affrontare la delicata situazione.
    Prospettare la soluzione con l,accorpamento di 3'debolezze come ANM, METRONA
    PO E NAPOLIPARK e' una presa in giro.
    L ANM,ha bisogno di un piano industriale serio accompagnato dal pagamento dei debiti che il comune di napoli ha nei confronti Dell'azienda, e la puntualita nel ricevere
    I corrispettivi stabiliti nei contratti di servizi fra le parti

    il 13 luglio del 2012
  • Avatar di Giuseppe

    Giuseppe sono solidale con gli autisti e non approvo la violenza se proprio si vuole protestare occorre andare sotto il palazzo dell'Anm sempre a fuorigrotta e fare li sit in di protesta, la colpa è della società e della pessima gestione di esssa, piuttosto per cercare di recuperare soldi perchè non mettono fissi i incontrollori sui bus così da fare in modo che non ci siano più portoghesi?

    il 13 luglio del 2012
    • Avatar anonimo di Gianni

      Gianni Quella è la direzione generale dell'anm, papà lavora lì e non hanno quasi niente a che fare con il casino che sta succedendo, anzi nemmanco loro, gli impiegati nel palazzo non sono stati pagati!! SIGNORI MIEI L'ANM è DEL COMUNE E IL COMUNE DEVE ESSERE OCCUPATO!!

      il 13 luglio del 2012