Strage del viadotto Acqualonga, il pm chiede 27 anni di carcere

Sono le richieste per i primi tre dei sedici imputati per la morte di 40 persone avvenuta il 28 luglio del 2016, quando un bus di pellegrini precipitò in una scarpata dall'A16

Il bus precipitato dal viadotto

Sono arrivate con l'udienza di oggi le prime richieste di condanna nel processo per la morte di 40 persone nella strage di Monteforte Irpino del 28 luglio del 2013, quando un bus di pellegrini precipitò dal viadotto Acqualonga dell'A16.

A formularle, il pm Cecilia Annecchini. Sono stati chiesti 12 anni di reclusione per Gennaro Lametta, il titolare della "Mondo Travel" e proprietario del bus (nonché fratello del conducente morto nell'incidente); 9 anni per Antonietta Ceriola, dipendente della Motorizzazione Civile di Napoli; 6 anni per Vittorio Saulino, altro dipendente della Motorizzazione.

Tutta la vicenda della strage del viadotto Acqualonga

La tesi della Procura è che Lametta fosse responsabile delle condizioni del bus e di non averlo sottoposto a revisione: l'accusa è di concorso in omicidio, lesioni e disastro colposo. Per i due funzionari della Motorizzazione Civile l'accusa è di non aver assolto alle loro funzioni di controllo e quindi impedito la circolazione del pullman. Si proseguirà il prossimo 10 ottobre.

Gli imputati sono in tutto 16. Intanto non è escluso che la Procura di Avellino possa aprire un'indagine nazionale sulla sicurezza delle barriere protettive lungo la rete autostradale.

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