Processione sotto la casa del boss: il sindaco Bobbio va via

Il primo cittadino di Castellammare aveva chiesto al vescovo un'inversione del percorso. In segno di protesta ha abbandonato il corteo e ha ritirato il gonfalone del Comune

La processione per San Catello

Un déjà vù alla processione di San Catello. Già a maggio scorso il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, non tollerò il passaggio del corteo con realtiva sosta per la festa del patrono della città, San Catello, sotto la casa di un noto boss locale. Stamani c'è stato il bis. Eppure tutto era iniziato nel migliore dei modi.

Il sindaco e il vescovo di Castellammare, monsignor Felice Cece, erano infatti partiti insieme alla testa della processione e, dopo avere attraversato il centro storico, erano giunti davanti alla sede della Fincantieri dove monsignor Cece ha citato le parole che papa Giovanni Paolo II pronunciò vent'anni fa durante la sua visita allo stabilimento.

Prima che la processione riprendesse, il sindaco Bobbio ha chiesto al vescovo di derogare sul passaggio, anche quest'anno, davanti alla casa di un boss locale il cui balcone si trova proprio sopra la cappella di Santa Fara.

Niente da fare: quando il sindaco si è accorto che la processione stava effettuando il percorso tradizionale, ha ritirato il gonfalone, si è sfilato la fascia tricolore e ha abbandonato la cerimonia. Da quel momento sindaco e vescovo hanno proceduto su strade diverse: l'alto prelato con la statua di San Catello nel centro antico, il sindaco per il lungomare.

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IL MOMENTO SOTTO ACCUSA - Quando la processione è giunta sotto l'abitazione del boss, dall'alto dalla sua abitazione l'uomo si è affacciato al balcone, aspettando, questa volta, invano, 'l'inchino' dei portatori del santo. Quest'anno infatti, per la prima volta, la cappella non è stata aperta e il boss, come si legge sul Corriere del Mezzogiorno, è apparso visibilmente contrariato.

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