Via dalla classe con il bimbo autistico: scoppia il caso a Mugnano

Il Ministro Carrozza: "Episodi spiacevoli sui quali servirebbe anche un serio dibattito pubblico. Certi comportamenti danneggiano gli italiani e la scuola tutta"

Aula

Bimbo autistico in classe, i genitori dei compagni di classe chiedono il cambio di sezione per i propri figli. La preside si oppone e allora ottengono il nulla osta per il trasferimento in un altro istituto. Accade a Mugnano di Napoli dove già sei ragazzi su 20 della scuola elementare 'Sequino' sono andati via.
 
La vicenda scatena polemiche mentre il direttore scolastico regionale, si legge in una nota dell'Ansa, acquisisce la relazione della dirigente dell'istituto e si dice pronto a inviare altri docenti di sostegno se servirà a riportare la situazione alla normalità. E il ministro dell'istruzione Maria Chiara Carrozza si dice solidale con la famiglia dell'alunno e con il dirigente scolastico "con il quale - precisa - ho un appuntamento telefonico domani per approfondimenti''.

"Vogliamo capire meglio quello che è accaduto - ha aggiunto - ma la soluzione non può essere quella di cambiare sezione perché c'è in classe uno studente disabile. Questi sono episodi spiacevoli sui quali servirebbe anche un serio dibattito pubblico perché certi comportamenti danneggiano gli italiani e la scuola tutta".

I genitori che hanno chiesto il trasferimento per i propri figli hanno tenuto a sottolineare che non si tratta di alcuna forma di discriminazione, ma solo di preoccupazione per le ripercussioni sotto il profilo didattico e la impossibilità di portare avanti alcuni programmi per effetto della presenza di uno studente con problemi.

Il direttore scolastico regionale, Diego Bouchè ha precisato però che "la scuola è integrazione, è vivere tutti insieme e bene ha fatto la dirigente scolastica a non acconsentire al trasferimento in altre sezioni degli alunni", dicendosi anche "disponibile ad autorizzare altri docenti di sostegno se me ne verrà documentata la necessità, sempre nell'ottica di venire incontro alle esigenze della scuola".

In campo scende anche l'associazione 'Tutti a scuola', particolarmente battagliera sul fronte dell'integrazione dei disabili e che nei giorni scorsi ha sollecitato l'intervento delle istituzioni incontrando, in piazza Montecitorio, il presidente della Camera, Laura Boldrini. Il pensiero in questo momento è alla famiglia del ragazzo autistico che sta provando una "grande sofferenza". Ma Toni Nocchetti, promotore dell'associazione, si rivolge anche ai genitori degli alunni andati via. "Non sanno di avere in classe qualcuno che è una risorsa per i loro ragazzi. Io, che non ho figli disabili, so quanto possano arricchirsi dal fatto di non essere soli". Interrogativi anche sulla preparazione della scuola stessa di fronte a questi problemi: "L'ingresso di quel ragazzo era stato preparato come sarebbe dovuto essere? Si è fatta una riunione per far incontrare i genitori e chiarire tutto?".

Intanto dal PD di Mugnano arriva la richiesta di dimissioni per il sindaco: "Giovanni Porcelli - dichiara il partito - conosce perfettamente l’identità dei responsabili delle pressioni (nella vicenda dei genitori che hanno chiesto il trasferimento di sezione per i propri piccoli sarebbe coinvolto anche un politico locale n.d.r.). I nomi girano per tutto il paese, mentre il sindaco finge di non sapere. Siamo fortemente scettici sulle capacità di questo sindaco di prendere decisioni forti, soprattutto rispetto alle persone che lo circondano. Per noi è responsabile, e deve dimettersi. Vogliamo essere pratici chiediamo urgentemente, nel prossimo consiglio comunale di giovedì, che venga invitata l’assessore al ramo alla pubblica istruzione Anna Iacolare a relazionare su quanto è accaduto al fine di prendere provvedimenti urgenti, una volta conosciuti dettagliatamente i fatti nella loro pienezza. Se si accertasse l’identità di chi ha influenzato il dirigente scolastico Chieffo, bisognerà denunciarli prontamente ai Carabinieri. Se non si è capaci di tutelare nemmeno il dirigente di una scuola elementare di fronte a questo tipo di pressioni, figuriamoci di fronte a quelle ben più forti legate ai settori economici più importanti dell’Ente".

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