Chiaiano a raccolta: l’8 ottobre in piazza il popolo antidiscarica

I Comitati civici: "Smascherate le bugie di SapNa, la discarica è piena e va chiusa". Nuova grande manifestazione per difendere i diritti dei cittadini e ribadire il no a qualsiasi altro abuso

di Viviana Graniero 21/09/2011
Una delle manifestazioni a Chiaiano
Una delle manifestazioni a Chiaiano

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Una nuova assemblea cittadina si è tenuta ieri sera al Presidio Permanente antidiscarica di Marano (presso la Rotonda Rosa dei Venti), indetta da comitati civici per aggiornare tutti i residenti di Mugnano, Marano e Chiaiano sulle nuove scoperte fatte, riguardanti Cava del Poligono.

Nuovi dati e documenti sono infatti in mano ai comitati e alle istituzioni locali. Si tratta di una nota, datata febbraio 2011, inviata dal Presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro a Giovanni Romano, assessore regionale all'ambiente e della sintesi della Proposta di Piano Regionale per la gestione dei Rifiuti Urbani della Regione Campania (marzo 2011) dai quali si evince in maniera inequivocabile che la capienza residuale della cava di Chiaiano era di 50mila tonnellate (a fronte delle 700mila che complessivamente la discarica può accogliere, con un totale quindi di 650mila tonnellate già sversate ).

Un dato che getta nuovo scompiglio e nuovi dubbi sulle recenti dichiarazioni (mai ufficiali) della SapNa, che stimava in ben 150mila tonnellate la capienza residuale del sito. "Sembra evidente - ha dichiarato il consigliere dell'ottava municipalità, Ivo Poggiani, in conferenza stampa - che se SapNa ci sta raccontando frottole, a meno che non abbia modo di mostrare dati ufficiali che smentiscano quelli di febbraio e marzo".

Ricordiamo che secondo quanto stabilito dall'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) del 2008 riguardante la discarica di Chiaiano, il sito poteva accogliere un totale di 700mila tonnellate di rifiuti per 800mila metri cubi. Questo passaggio, questa differenza tra tonnellate e metri cubi resta di fondamentale importanza, perché, dicono i comitati civici in assemblea (ma anche i consiglieri Poggiani e Rinaldi in conferenza stampa) adesso "SapNa vuole farci credere che si è generato un equivoco e che a febbraio non si trattava di 650mila tonnellate sversate, ma di una stima in metri cubi. Ecco che sarebbero quindi 150mila metri cubi quelli ancora da utilizzare". "E' chiaro - sostengono i comitati - che non si può credere che documenti ufficiali di Regione e Provincia riportino all'interno un errore tanto grossolano, crediamo invece che SapNa voglia prenderci ancora in giro, la discarica è ormai colma e va chiusa in obbedienza a quelle regole che furono stabilite all'apertura della cava e che sono inserite negli atti costitutivi, prima fra tutte la data stabilita per la fine degli sversamenti: dicembre del 2011 ".

Altro punto importante della questione è la già discussa ipotesi di ampliamento: è evidente, dicono ancora i comitati antidiscarica, che se il sito è già pieno sarà necessario un nuovo argine di contenimento per poter sversare queste 150mila che SapNa sostiene di poter ancora conferire. Il timore quindi di un ampliamento de facto di Cava del Poligono, che avrebbe come conseguenza diretta anche lo slittamento della chiusura del sito. Un escamotage per evitare di dover costituire una nuova AIA, un modo per aggirare l'ostacolo sulla pelle dei cittadini, sostengono i comitati.

Intanto si resta in attesa di risposte ufficiali anche sullo scoppio del geyser di percolato, che SapNa ancora non fornisce. Sulla vicenda però sta indagando il NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, il quale già in primavera ha posto sotto sequestro un'area della discarica dalla capienza di 30mila tonnellate per sospetta infiltrazione camorristica in alcune ditte adibite alla gestione dell'impermeabilizzazione del terreno), che ha anche ascoltato le testimonianze dei rappresentati di comitati presenti durante la fuoriuscita del biogas. Sulla questa questione si sono espressi così, in una nota, Stefania Fanelli, Segretaria di SEL Marano e Mauro Romualdo, Capogruppo Aerea Nord Democratici Mugnano: "Una totale mancanza di chiarezza , trasparenza e competenza da parte della Provincia giocando sulla pelle dei cittadini. Abbiamo verificato che solo in questi giorni sembra essere stato messo a punto l'impianto di captazione del bio gas che per andare a pieno regime dovrà essere monitorato progressivamente ed attendere ancora un paio di mesi. Questo dovrebbe comportare una diminuzione dei miasmi. Ancora una volta non è stato possibile avere risposte chiare sui tempi certi della chiusura nonché dei lavori di sagomatura. La direzione tecnica non può procedere al riempimento della discarica nonché alla sagomatura se non vi sarà il dissequestro dell'area , di circa 35.000 tonnellate , avvenuta il 5 maggio 2011 da parte dei NOE per effettuare i carotaggi. I carotaggi sono stati effettuati ma non se ne conoscono i risvolti. L'indagine è stata avviata della direzione distrettuale antimafia per indagare sulle ditte, le quali sembrerebbero vicine ai clan Mallardo e Zagaria, che avrebbero fornito argilla scadente non permettendo la corretta impermeabilizzazione del percolato favorendone la fuoriuscita. Si segnala inoltre che una volta riempita la discarica e risagomata, per l'effettiva tombatura, bisognerà attendere circa un anno per un naturale assestamento. Chiediamo quindi con forza che tutte le autorità e le istituzioni competenti pretendino chiarezza e trasparenza oltre dalla direzione tecnica anche dalla Magistratura. Questa mancanza di chiarezza ne impedisce di fatto la chiusura ma anche una programmazione politica relativa alla bonifica e alla riqualificazione del territorio".

Un territorio devastato, che vive ancora nell'incertezza di un futuro che non si apre all'orizzonte. I comitati fanno sapere che la lotta da questo momento si consolida e s'inasprisce, perché i diritti delle persone non vengano più calpestati. "Non si può dialogare con chi continua a mentirci".

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Il prossimo incontro è previsto per sabato 8 ottobre, una grande manifestazione per ribadire il NO a qualsiasi altro abuso. "Faremo in modo che rispettino quelle regole che non noi, ma loro stessi hanno fissato ed imposto".