Bancarotta e evasione fiscale, 4 arresti. Sequestrata parte del Castello Aragonese di Ischia

Coinvolti nell'inchiesta un noto commercialista, tre imprenditori e due finanzieri. Sequestrate sette società

Un noto commercialista partenopeo è stato messo oggi agli arresti domiciliari, così come tre imprenditori – l'accusa è bancarotta e evasione fiscale – mentre verranno eseguite misure cautelari nei riguardi di due appartenenti alla guardia di finanza per corruzione. È il risultato dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord.

Secondo l'ipotesi degli inquirenti, avvalorata dalla decisione del Gip di emettere ordinanze cautelari, al centro della vicenda ci sarebbe proprio il commercialista. Questo – riporta la guardia di finanza – “indirizzava sistematicamente la gestione delle società che si affidavano al suo studio per ricevere consulenze di natura fiscale verso condotte penalmente rilevanti”. Attraverso artifici contabili, sarebbe stato svuotato il patrimonio delle aziende insolventi prima della dichiarazione di fallimento.

Nel corso delle indagini è emerso anche un presunto episodio di corruzione con protagonisti il professionista e due finanzieri. Questi, nel corso di un controllo presso una delle società clienti del suo studio professionale, sarebbero stati pagati per alterare un verbale così da evitare la denuncia penale degli amministratori della stessa. Secondo gli inquirenti il corruttore avrebbe anche trattenuto per se parte della tangente, frodando anche il titolare dell'azienda.

Nell'ambito dell'inchiesta sono state sequestrate sette società dal patrimonio totale ammontante a più di 40 milioni di euro. Tra i beni nelle loro disponibilità anche una piccola porzione del Castello Aragonese di Ischia, un immobile di lusso a Capri e numerosi stabili tra Napoli e Roma.

La nota

"La famiglia Mattera, proprietaria della parte più consistente del Castello Aragonese d’Ischia, precisa che tutte le aree di sua competenza - ovvero l’intero percorso di visita (da più di 40 anni aperto al pubblico) e le attività correlate, quali il Ristorante/Bar Il terrazzo, La caffetteria del Monastero, il negozio LoStudio, l’Albergo il Monastero, il ristorante La cucina del Monastero, il Museo della tortura - non sono in alcun modo coinvolte nella vicenda di cui si legge sui giornali in data odierna e, a quanto risulta, non sono interessate da alcun provvedimento di sequestro. Il Castello è pertanto visitabile e le sue attività sono accessibili come sempre nei normali orari di apertura. Anna Cristina Mattera, Giovanni Mattera, Nicola Mattera, Oscar Mattera".

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