Accuse di corruzione: arresti domiciliari per cinque carabinieri

Indagine condotta dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna e coordinata dalla D.D.A. partenopea

I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di sottoposizione agli arresti domiciliari a carico di 5 Carabinieri e di sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per un anno a carico di altri 3 militari, ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione, omissione di atti d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio, nell’ambito di un’indagine condotta dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna e coordinata dalla D.D.A. partenopea.

I particolari dell'indagine

Sarebbe emersa anche una attività di dossieraggio e un attentato nei confronti di un maresciallo, Giuseppe Membrino, che si opponeva al clan Puca, nelle indagini della DDA. Il maresciallo, particolarmente attivo nella lotta alla camorra di Sant'Antimo, venne pedinato e ripreso mentre si incontrava con una donna, sua informatrice. Le registrazioni vennero poi fatte recapitare nella cassetta della posta dell'abitazione del militare. Ciò non ha impedito comunque al maresciallo di proseguire nella sua attività. Sotto casa del carabiniere è stata anche esplosa una bomba carta. Per tutelare l'incolumità del maresciallo l'Arma ne ha disposto il trasferimento per tutelarne l'incolumità.

(Il commento del comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe La Gala - video Massimo Romano)

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Il bilancio del contrasto alla criminalità del Comando Provinciale dei Carabinieri

L'azione di contrasto dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli nei confronti delle organizzazioni camorristiche si è sviluppata, negli ultimi cinque anni, su progettualità che hanno consentito di contrastare il modello mafioso di controllo del territorio, ricercare i patrimoni illecitamente accumulati, disvelare i remunerativi traffici illegali, fra i quali quelli le­gati al traffico della droga, accertare le tecniche di infiltrazione nelle attività impren­ditoriali ed individuare il circuito di interessi economici, patrimoniali e societari riconducibili ai contesti criminali,  arrestare i più pericolosi latitanti. Negli anni 2015 – 2019, nell’ambito di questa strategia, sono stati arrestati 951 soggetti per reati di criminalità organizzata in esecuzione di provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria o in flagranza di reato, su un numero complessivo di 28.231 arresti eseguiti dai carabinieri nella Provincia di Napoli. Sequestrati e confiscati beni mobili ed immobili per un valore complessivo di 20 milioni di euro. A ciò si aggiunge l’efficace azione di monitoraggio nei confronti delle amministrazioni locali che ha portato allo scioglimento, per infiltrazioni mafiose, di 6 Comuni negli ultimi 5 anni nella Provincia di Napoli. Nell’ambito di questa azione, si inquadrano le numerose operazioni di servizio che hanno riguardato il territorio di Sant’Antimo e i clan su di esso operanti (Puca, Ranucci e Verde), condotte dai Carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna, articolazione del Comando Provinciale di Napoli competente, tra l’altro, nell’area nord della Provincia. In questa attività si sono particolarmente distinti i militari della Tenenza di Sant’Antimo che hanno fornito un contributo importante, nel contrasto ad ogni forma di criminalità, con l’arresto di 410 persone negli ultimi cinque anni.
 

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