Aquarius sequestrata, rifiuti infetti scaricati nei porti: coinvolta anche Napoli

I marittimi avrebbero smaltito "un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non", tra cui "gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari"

Sbarco a Napoli, foto Tommasone

La nave Aquarius, al centro delle polemiche negli scorsi mesi perché carica di migranti e tenuta inizialmente lontana dalle coste dal Governo, è stata sequestrata. La vicenda coinvolge anche la nave Vos Prudence e la città di Napoli, che l'ha accolta: secondo l'accusa di guardia di finanza e polizia – che coordinate dalla procura di Catania hanno svolto le indagini – in 44 occasioni, capoluogo partenopeo compreso, i marittimi avrebbero smaltito illecitamente un totale di 24mila kg di rifiuti "infetti".

Si tratterebbe di "un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non", tra cui "gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari", gli scarti alimentari e i rifiuti sanitari infetti.

I commenti: Salvini e Medici Senza Frontiere contro

"Ho fatto bene a bloccare le navi delle ONG – è stato il commento del ministro dell'Interno Matteo Salvini – ho fermato non solo il traffico di immigrati ma da quanto emerge anche quello di rifiuti. #portichiusi".

A rispondere della vicenda sarà l'Ong Medici Senza Frontiere, la quale "condanna con forza la decisione delle autorità giudiziarie italiane di sequestrare la nave Aquarius", misura definita "sproporzionata e strumentale, tesa a criminalizzare per l'ennesima volta l'azione medico-umanitaria in mare".

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L'inchiesta

Lo smaltimento dei rifiuti riguarderebbe anche la Vos Prudence (nave usata dall'Ong tra marzo e luglio 2017), mentre per l'Aquarius è relativo al perido tra gennaio 2017 a maggio 2018. Nel registro degli indagati – in totale 24 persone – anche il Centro operativo di Amsterdam che gestiva l'Aquarius e il Centro operativo di Bruxelles, che ha gestito e finanziato le missioni di soccorso della Vos Prudence. Secondo gli inquirenti a bordo delle due navi "non è stata mai dichiarata la presenza di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo", questo anche in presenza di "numerosi e documentati casi di malattie registrate dai vari Uffici di Sanità Marittima siciliani e del Sud-Italia intervenuti al momento dell'arrivo dei migranti nei porti italiani". Si tratta di "5.088 casi sanitari a rischio infettivo (scabbia, meningite, tubercolosi, Aids e sifilide) su 21.326 migranti sbarcati".

Lo sbarco della Prudence: casi di scabbia a bordo

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