Omicidio Vuolo: sconto in appello per i killer dei D'Alessandro

Annullato l'ergastolo a Renato Cavaliere condannato a 18 anni mentre i 30 anni a Catello Romano sono diventati 23. Diciotto anni infine a Salvatore Belviso

Diventare collaboratori di giustizia è decisamente servito per i killer del clan D'Alessandro di Castellammare di Stabia, Renato Cavaliere e Salvatore Belviso. Entrambi, insieme a Catello Romano, hanno ottenuto uno sconto di pena in appello per l'omicidio di Aldo Vuolo, datato 23 marzo 2009. I due collaboratori di giustizia, pentitesi successivamente all'indagine per il delitto del consigliere comunale Pd, Gino Tommasino, hanno ottenuto il riconoscimento delle attenuanti riservati ai collaboratori di giustizia. Così l'ergastolo comminato a Cavaliere è diventato una condanna a 18 anni di carcere mentre Salvatore Belviso è stato condannato a 14 anni di carcere.

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Molto meno dura anche la pena inflitta ai danni di Catello Romano, condannato in primo grado a 30 anni di carcere che sono diventati 23 in appello. Il gruppo di fuoco si mise in azione per punire Aldo “o nasone” alla Caperrina a Castellammare di Stabia. L'uomo venne ucciso all'interno di un negozio di ortofrutta dove aveva provato a ripararsi. I killer videro poi che al delitto aveva assistito un passante che provarono ad inseguire lungo la Salita Quisisana ma il destino volle che cadessero dallo scooter non riuscendo a mettere a segno il secondo omicidio. Fu proprio quell'incidente stradale che pero permise agli investigatori di mettersi sulle loro tracce. Vennero ritrovate, infatti, delle gocce di sangue di Romano sull'auto su cui erano caduti con lo scooter dando il primo dettaglio per la loro identificazione. Il gruppo di fuoco era lo stesso che aveva già ucciso il consigliere comunale.  

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