La costa flegrea si fa le analisi e i gestori citano la Regione

Ancora polemiche e problemi per i lidi della costa flegrea. Oggi termina la colletta promossa da Freebacoli per verificare la balneabilità delle coste flegree, alle 12 è previsto un incontro tra gli operatori turistici di Bacoli e il commissario prefettizio

Dopo la bandiera nera assegnata alla Campania da Legambiente e la fuga dei bagnanti dai lidi, gestori e associazioni continuano a muoversi per salvare il salvabile della stagione estiva.

Tra queste c'è anche la raccolta di fondi promossa dall'associazione "Freebacoli" per verificare la balneabilità delle coste flegree. La raccolta è cominciata in piazza San Giuseppe a Monte di Procida ed è proseguita ieri mattina nella villa comunale di Bacoli. L'associazione ha ricevuto adesioni di comitati civici e associazioni ambientaliste di tutta l'area flegrea nel corso di un incontro svoltosi a Pozzuoli.

I prelievi, che verranno effettuati in più punti della costa e a diverse profondità, saranno affidati alla facoltà napoletana di Geochimica della Federico II per confrontarli con i dati resi noti dall'Arpac nei giorni scorsi. Martedì 21 è fissato l'appuntamento per i primi rilievi che poi saranno ripetuti a distanza di qualche giorno. I risultati saranno noti entro una settimana.

Oggi alle 12, intanto, è fissato un nuovo incontro tra gli operatori turistici e commerciali di Bacoli con il commissario prefettizio del Comune sulla eventuale sospensione del ticket anche per il prossimo week-end dopo l'esperimento di questo fine settimana. L' orientamento, alla luce delle scarse presenze rilevate, è quello di prolungare la sospensione o di sospendere la riscossione definitivamente.

Il calo di presenze di bagnanti rispetto allo scorso anno è dell'80%, il che ha portato numerose imprese balneari sull'orlo del fallimento. Il crollo del lavoro stagionale è vicino al 90%. Il legale degli operatori balneari, Massimo Mazzucchelli, sta approntando la documentazione per chiedere un risarcimento alla Regione Campania ed alla "Hydrogest S.p.a", concessionaria e gestore dell'impianto di depurazione di Cuma, per i danni subiti in seguito alla protesta dei lavoratori in giugno con lo sversamento dei liquami in mare.
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