Agguato piazza Nazionale: collegamenti con il raid al Rione Villa

Le due azioni camorristiche che hanno pesantemente scosso l'opinione pubblica potrebbero essere collegate tra loro. I motivi

Vanno avanti le indagini sull'agguato camorristico avvenuto lo scorso 3 maggio in piazza Nazionale, che ha portato al ferimento della piccola Noemi. Esistono, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, dei collegamenti con un altro agguato che ha scosso nelle precidenti settimane l'opinione pubblica: quello di un mese fa, avvenuto all'esterno di una scuola del Rione Villa.

Lo scorso 10 aprile infatti Armando Del Re, l'uomo arrestato per aver ferito la bimba di 4 anni, era salito su un aereo che da Napoli lo avrebbe condotto ad Amsterdam per una visita in città di due giorni. Con lui c'erano altre tre persone, tra cui Antonio Marigliano, considerato dagli inquirenti tra i reggenti del clan Formicola.

I clan coinvolti nell'agguato di piazza Nazionale

I Formicola sono la fazione camorristica attualmente egemone a San Giovanni a Teduccio, il quartiere in cui avvenne l'agguato all'esterno della scuola Vittorino da Feltre. Secondo gli inquirenti Antonio Del Re – anche lui in carcere e ritenuto complice nel raid di piazza Nazionale – era nel quartiere "quotidianamente impegnato in una vasta attività legata al traffico di stupefacenti".

Inoltre, la vittima designata dell'agguato in piazza Nazionale, Salvatore Nurcaro (attualmente ricoverato all'Ospedale del Mare), sarebbe legato a un'altra famiglia dedita allo spaccio nel Rione Pazzigno di San Giovanni a Teduccio.

Le condizioni di Salvatore Nurcaro

L'ipotesi è che sia in corso una faida interna ai clan di San Giovanni a Teduccio, che unisce i due agguati. A tre giorni dall'agguato di piazza Nazionale, una fonte confidenziale avrebbe rivelato agli investigatori che la causa dell'agguato a Nurcaro andava messa in relazione con un pestaggio fatto - secondo la fonte - dallo stesso Nurcaro contro il figlio di quell'Antonio Marigliano partito per Amsterdam con Del Re. "L'esecutore materiale dell'agguato era da individuarsi - spiegava la fonte agli inquirenti - in tale Armando di Secondigliano".

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