"Basta discariche", Mugnano e Marano non firmano l'accordo di programma

Il piano provinciale interessa 14 comuni dell'area nord e prevede un ciclo integrato con l'eventualità di una nuova discarica. Comitati e amministratori contrari. In 6 hanno già siglato il documento

Manifestazione antidiscarica 8 ottobre 2011

Si fermano temporaneamente i conferimenti all’interno della discarica di Chiaiano, ma non si ferma la lotta dei residenti che continuano a chiedere che la sospensione diventi chiusura. Ieri sera, comitati e cittadini di Marano, Mugnano e Chiaiano si sono nuovamente riuniti in assemblea al Presidio Permanente Antidiscarica, per festeggiare finalmente una vittoria costata tantissimi sacrifici (troppi a dirla tutta), ma anche per organizzarsi al meglio per il consiglio provinciale monotematico su Cava del Poligono che si terrà il prossimo lunedì 14 novembre nella sede di Piazza Santa Maria La Nova e che potrebbe dare la vera svolta ad una situazione ormai insostenibile.

Una delegazione dei comitati antidiscarica avrà facoltà di partecipare e intervenire durante il consiglio e far valere le proprie ragioni (supportate da documenti certificati, da perizie e fascicoli della Procura). Non ci sono altre vie, i cittadini ora chiedono solo l’immediata chiusura e soprattutto che sia avviato un serio e reale ciclo di bonifica di un territorio che è stato devastato. Com’è ovvio la sola chiusura non risolverà gli innumerevoli disagi creati soprattutto dai miasmi insopportabili derivanti dai gas prodotti dal percolato non trattato a dovere, ci vorranno interventi mirati a bonificare l’intera area e poi a ricreare il famoso parco della martoriata selva di Chiaiano.

“Una vittoria stupenda, ottenuta grazie ai cittadini che ci hanno creduto e hanno rischiato in prima persona, ma una vittoria anche amara” commentano gli esponenti dei comitati all’assemblea, “arrivata dopo anni di lotta e soprusi, ma siamo fieri di quello che abbiamo fatto ed ottenuto, alla fine abbiamo avuto ragione, avevamo ragione dal primo giorno e invece ci hanno trattato come criminali. Oggi festeggiamo, ma da domani saremo di nuovo in mobilitazione perché la partita non è ancora chiusa”.

Lunedì, a dare sostegno agli esponenti che parteciperanno al consiglio, i comitati chiamano a raccolta tutti i cittadini per una mobilitazione dal nome “Occupy Cesaro 2”, un secondo presidio pacifico (previsto per le 13.30 a Santa Maria la Nova) dopo quello del 4 novembre (che ha portato al grande risultato di questo consiglio monotematico e della sospensione degli sversamenti) per dimostrare che i cittadini non abbasseranno la guardia e che non si stancheranno di lottare finché l’invaso non sarà chiuso e tutte le responsabilità del vergognoso scempio non sia individuate.

Non si arrendono, questi cittadini. Pretendono il rispetto dei loro diritti. E sono preparati, sono informati. Conoscono ormai tutto in materia di ciclo virtuoso dei rifiuti perché dal primo giorno hanno capito che la rivoluzione si fa con la conoscenza e con la sua diffusione, con l’informazione, con la comunicazione. La rivoluzione questi cittadini l’hanno fatta e la stanno facendo ancora impartendo a tutti lezioni di civiltà. Non hanno avuto paura di combattere per una causa giusta. Sono diventati ormai “consiglieri e consulenti” (senza cariche e senza portafoglio, sia ben chiaro che si tratta solo di cittadinanza attiva), croce e delizia delle amministrazioni locali, coscienti che ormai i cittadini dell’area nord di Napoli “ne sanno più di tutti” ed hanno il diritto di essere coinvolti nelle decisioni che riguardano la cura dell’ambiente nel loro territorio. Una partecipazione costruttiva, da parte di una popolazione che non ci sta più a subire senza poter dire la sua.

Proprio questa mattina, una rappresentanza dei comitati antidiscarica ha incontrato il sindaco di Marano Cavallo, Susanna Frantina (staff del Sindaco di Marano) e il consigliere Mauro Romualdo (in rappresentanza dell'amministrazione di Mugnano) per discutere dell’accordo di programma sul ciclo dei rifiuti che la Provincia ha proposto a 14 comuni del comprensorio a nord di Napoli. Si è discusso a lungo dell’ultima bozza inviata ai comuni, dei punti positivi e di quelli negativi. La sentenza resta immutata: Marano e Mugnano (due comuni in prima linea anche nella battaglia contro il sito di Chiaiano) non firmeranno.

Amministratori e comitati si trovano in accordo sul fatto che non è firmabile un accordo in cui si propone nuovamente l’eventualità di aprire una discarica su un territorio che ha già dato troppo. Anche se in questa discarica dovesse andarci il migliore dei FUTS (frazione umida tritovagliata stabilizzata) non ci sono garanzie che tutto funzioni al meglio e che non ci siano ripercussioni sulla salubrità dell’area e certo i precedenti non fanno sperare per il meglio. I due comuni, che da tempo attuano una raccolta differenziata che supera mensilmente il 60 per cento, continuano a proporre che il ciclo dei rifiuti sia virtuoso e non integrato, bocciando in toto discariche e inceneritori, perché le alternative ci sono ed è su quelle che bisogna puntare. Inoltre non convince assolutamente la questione della ricomposizione ambientale in un territorio, come detto, già devastato.

Chiaramente le due amministrazioni cercheranno anche la piena convergenza con gli altri comuni del comprensorio che ancora non hanno  firmato l’accordo (6 su 14 quelli che ad oggi hanno già firmato), per cercare di creare un fronte compatto che possa realmente diventare un’area autonoma e virtuosa in materia di smaltimento dei rifiuti. Nonostante le mille complessità che questo percorso propone, si dice ancora all’incontro, tutti sono consapevoli che l’unico futuro possibile deve e può essere questo.

I prossimi giorni, anzi le prossime ore, è ormai evidente, saranno decisive per il futuro di un intero territorio calpestato da anni, ma che non abbassa la testa e combatte avendo dalla propria le ragioni del vero vivere civile.

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