Accoltellamento via Foria, il punto di vista di Simonetta Marino

La delegata alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, Simonetta Marino, ha affidato a una nota una lunga riflessione sociale sull'aggressione subita dal giovane Arturo a via Foria

“Ci sono notizie che non vorremmo mai apprendere, che squarciano la nostra quotidianità e ci interrogano dolorosamente sulla carne viva del nostro vissuto di donne, madri, cittadine, che abitano una città complessa, straordinaria e violenta come Napoli. La tragedia di Arturo e della sua famiglia ci impone una riflessione collettiva sulla responsabilità politica, educativa ed esemplare che ognuna/o di noi assume nel proprio agire". Comincia così la riflessione della delegata alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, Simonetta Marino, sull'aggressione subita dal giovane Arturo a via Foria.

"Hanna Arendt si domandava quale tavola-mondo stiamo costruendo per quelli che verranno dopo di noi ed è una domanda che piomba nel vuoto di tante giovani vite che arrancano in un presente vacuo, dove basta un serial televisivo per creare emulazione, dove la scuola, deprivata della sua funzione educativa e trasformata in agenzia di collocamento, troppo facilmente si arrende all'impotenza, dove le regole minime di una convivenza sociale sono costantemente disattese, dove la povertà e il disagio, invece di generare solidarietà e mutualismo, creano le condizioni per implementare organizzazioni criminali che reclutano bambini", prosegue Marino nella sua nota.

"È una domanda che interroga modelli di comportamento e pratiche di relazioni, per questo è etica e politica e riguarda tutti", scrive ancora la delegata alle Pari Opportunità. "Arturo e i suoi carnefici probabilmente sono coetanei, vivono nella stessa città, forse nello stesso quartiere, ma in due mondi separati e incomunicabili. I loro destini fin dalla nascita vanno in direzioni opposte fino a confliggere e non c'è niente di naturale e ovvio in tutto questo. C'è piuttosto l'incapacità di costruire percorsi condivisi, di togliere quella separazione, di dare valore alla vita come un bene prezioso da tutelare e conservare, di consentire a tutti il diritto all'accesso all'istruzione e al rispetto delle regole, di esercitare la legge con giustizia ed equità. È un compito difficile, quasi impossibile, tuttavia indispensabile, a cui non possiamo sottrarci per Arturo, per la sua famiglia, per tante vite disperse nel non senso, per la nostra città”.

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