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Abc, lavoratori in assemblea permanente: "Acqua pubblica in pericolo"

Prosegue la protesta. I dipendenti chiedono si sblocchi la "situazione di stallo" a via Argine e ne sottolineano le contraddizioni: tra commissariamento permanente, Cda fantasma, e un direttore in causa con la stessa azienda che dirige

La manifestazione dei dipendenti Abc

L'acqua pubblica partenopea è a rischio. È quanto sottolineano da giorni i lavoratori di Abc Napoli, che proseguono lo stato di assemblea permanente all'interno (e all'esterno) della struttura di via Argine a Ponticelli.
L'obiettivo dei manifestanti è “restituire piena operatività all'azienda”, risultato ottenibile secondo i lavoratori solo attraverso la nomina di un nuovo Cda e, soprattutto, di un nuovo “direttore generale che possa esercitare pienamente le proprie funzioni”.

Il critico riferimento è tutto rivolto alle due attuali figure chiave dell'azienda, ovvero il commissario straordinario Maurizio Montalto ed il direttore generale Francesco Panico, “rei” secondo i lavoratori di essere a monte dell'attuale situazione di stallo.

I problemi sono iniziati nel maggio dello scorso anno, quando quattro membri del Cda su cinque hanno lasciato la carica per motivi ad oggi non chiariti ufficialmente. A luglio quindi la nomina, da parte del sindaco Luigi de Magistris, di Montalto (figura ritenuta dai più particolarmente vicina all'area “movimentista” della politica cittadina) per far fronte all'emergenza.

REINTEGRI E NOMINE – La nomina di Francesco Panico (area Pd) a direttore generale è stata una delle prime e più importanti decisioni del commissario. Importante perché è vero che Panico, licenziato dall'assessore (al tempo) ai Beni comuni Alberto Lucarelli, andava per ordine dei giudici reintegrato in azienda, ma è altrettanto vero che farne la figura principale ne ha reso farraginoso il funzionamento: Panico è tutt'ora in causa con Abc, eppure di fatto la governa.

LA PAGA DEL DIRETTORE – Un esempio del paradosso che si è venuto a creare è quello dello stipendio del direttore generale. Essendo Panico stato reintegrato – per forza di cose – con la paga fissata ai tempi di Arin, 400mila euro annui, si è immediatamente presentato il problema che per legge gli emolumenti ai dirigenti pubblici devono adesso essere inferiori. Montalto ha stabilito quindi che percepisse la paga “a norma” di 250mila euro l'anno, ma ora questa decisione va ratificata dal direttore generale. La stessa persona cui tocca la cospicua decurtazione, quindi.

IL MISTERO DEL CDA – Resta poi il nodo di un Cda mai integrato degli elementi persi con le dimissioni di massa dello scorso anno. È il sindaco Luigi de Magistris che dovrebbe nominarli, e di fatti il bando è stato pubblicato nell'agosto dell'anno scorso e chiuso il mese successivo. Quali e quante persone abbiano presentato domanda, e chi tra esse siano state selezionate, resta un mistero. Per ragioni mai rese pubbliche dall'amministrazione a oggi non c'è stata alcuna nomina. Anzi, la situazione straordinaria del commissariamento ha ricevuto una sorta di placet istituzionale: dallo scorso novembre l'amministrazione ha iniziato (eccezionalmente) a pagare uno stipendio a Montalto.

CONSORZIO S. GIOVANNI – C'è infine la vicenda che forse si può considerare il filo conduttore tra tutto quanto sta accadendo in Abc da un anno a questa parte, ovvero la sorte dei lavoratori del Consorzio San Giovanni e il completamento del Ciclo Idrico Integrato cittadino. Sono circa 80 gli impiegati al depuratore di San Giovanni a Teduccio, struttura in pratica da 20 anni in disuso. Lo scorso mese per la prima volta non hanno percepito lo stipendio: mentre il sindaco spinge affinché siano assorbiti dall'azienda, Montalto prende tempo appellandosi alla mancanza di fondi. Potrebbero essere reindirizzati proprio nella gestione delle infrastrutture fognarie di cui Abc – per una delibera comunale del marzo 2015, appunto sul Ciclo Idrico Integrato – dovrebbe ma sta tardando ad occuparsi.

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