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Duecento giorni per abbattere la Vela: "Non siamo solo Gomorra. A Scampia Università e cinema"

 

Saranno duecento giorni lunghissimi quelli che porteranno in autunno all'abbattimento della Vela verde di Scampia. Stamattina è stato inaugurato il cantiere, alla presenza delle Istituzioni e del Comitato di cittadini. Duecento giorni, quasi 7 mesi che non serviranno solo a buttare giù il mostro di cemento, ma a smaltire le tonnellate di rifiuti speciali che si annidano nel ventre delle Vele e l'amianto utilizzato in alcune aree. 

"E' un giorno storico - afferma Omero Benfenati, portavoce del Comitato - stiamo dimostrando che non siamo solo il quartiere di Gomorra. Questo è un risultato raggiunto grazie a 35 anni di lotta per ottenere un alloggio dignitoso. Ma la strada è ancora lunga e noi non ci fermeremo". E' vero, la strada è ancora lunga, lunghissima. E non solo perché ci sono ancora 300 famiglie che sono in attesa di una casa e che ancora vivono ben oltre i limiti della dignità, ma anche perché c'è da vincere la sfida della riqualificazione del quartiere. 

Un percorso che non può passare solo per la realizzazione di nuovi edifici e per l'abbattimento dei vecchi. A Scampia servono servizi e collegamenti, perché oggi è ancora un quartiere lontano anni luce dal centro città. Il piano prevede la realizzazione di un polo universitario e di uno studentato ma nello stato in cui versa la zona oggi è difficile immaginare centinaia di studenti che rientrano di sera nelle loro abitazioni: "Servono quei servizi essenziali di cui Scampia doveva essere già dotato da anni - spiega l'assessore all'Urbanistica del Comune di Napoli Carmine Piscopo - invece, si pensò solo a trasferire qui fette di popolazione da altre zone". 

Ma quella di oggi è stata una giornata di festa e a far sorridere cittadini e amministratori è anche il fatto che l'intero progetto Scampia Restart è già interamente finanziato, con soldi già disponibili. "Qui si è fatta la storia - ha detto il sindaco de Magistris - abbiamo lottato e vinto contro la camorra e contro la diffidenza dei vari governi. A Napoli c'è anche il male, ma credo che il bene sia ogni giorno più forte. A Scampia, la collaborazione tra cittadini e istituzioni ha permesso di raggiungere un grande risultato". 

Il quartiere simbolo del degrado delle periferie napoletane volta pagina e inizia un percorso nuovo. Ne è convinto anche Lorenzo Liparulo, uno che nelle vele ha vissuto oltre vent'anni: "Che cosa vedo se guardo in avanti? Vedo cinema e scuole perché non vogliamo più stare in un quartiere dormitorio". 

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