Vomero

La storia del Vomero, con il racconto del Celano sull'origine del nome - VIDEO

Il filmato inizia con una foto dell’11 maggio 1885 quando l’allora sindaco di Napoli, Nicola Amore pose la prima pietra per la costruzione del "Nuovo Rione Vomero", nei pressi di dove sorgerà di lì a poco la stazione della funicolare di Montesanto. Fino a quel momento la storia del Vomero e quella del resto del capoluogo partenopeo si erano svolte su binari paralleli. A dimostrazione quel "scendo a Napoli" che ancora oggi usano i vomeresi storici per indicare che abbandonano temporaneamente il quartiere per recarsi in altre zone nella città. Nella fotografia: il gioco del Vomere descritto dal Celano

Con il video allegato prosegue un percorso, fatto di racconti ma anche d'immagini, per illustrare la storia del quartiere collinare della Città, un quartiere descritto da Carlo Celano, avvocato e letterato napoletano, nato il 26 febbraio 1625 e morto il 3 dicembre 1693, nell'opera: “Notizie del bello, dell’antico e del curioso della città di Napoli”,  pubblicato la prima volta nel 1692, come una collina di contadini i quali usavano gareggiare con l'aratro ( vomere ). Il filmato inizia con una foto dell’11 maggio 1885 quando l’allora sindaco di Napoli, Nicola Amore pose la prima pietra per la costruzione del "Nuovo Rione Vomero", nei pressi di dove sorgerà di lì a poco la stazione della funicolare di Montesanto. Fino a quel momento  la storia del Vomero e quella del resto del capoluogo partenopeo si erano svolte su binari paralleli.  A dimostrazione quel "scendo a Napoli"  che ancora oggi usano i  vomeresi storici per indicare che abbandonano temporaneamente il quartiere per recarsi in altre zone nella città. Dopo l'11 maggio 1885 comincia, in effetti, la saldatura con il resto del capoluogo conclusasi, con i suoi aspetti positivi ma anche con tutto ciò di negativo che questa saldatura ha comportato, con l’apertura di alcune stazioni del metro collinare negli anni ’90. Questo il racconto del Celano sull'origine del toponimo Vomero:

"... è chiamato questo luogo il Vomere, né si trova nei nostri antichi scrittori nominato con questo nome, ma con quello d’Antignano, come appresso si dirà; io però, che fin dalla mia fanciullezza stato sono desideroso di saper le cose della mia patria, mi portai in questo loco essendo giovanetto per trovarvi un vecchio, il quale, benché fusse in età di 105 anni, pure attendea all’aratro ed haveva nome Nicolò, venendo da tutti chiamato Cola lo Vecchio; l’interogai perché quel loco si  chiamava il Vomere, mi rispose queste parole: “Sin dal tempo dell’avo mio, che pure morì vecchio come me, qui sopra habitavano tutti quelli che havevano vomeri e bovi, ed andavano a lavorare dove erano chiamati. Nelli giorni che non erano di lavoro i giovani, tra i quali ero ancorìo, che per11 gratia di Dio non mi ho fatto vincere da nessuno, si disfidavano e ponevano un palio o qualche altro premio perché l’havesse guadagnato chi faceva il solco più dritto”; ed interogandolo in che maniera, mi rispose così: “Si presigeva un termine lontano da mezzo miglio, e poi si cominciava a solcare uno da una parte et uno da un’altra, e dovevano ambo andare a terminare al luogo prefisso, ma questo dagl’aratori non si vedeva, perché, avviato l’aratro per 20 passi in circa, due li portavano avanti un panno attaccato a buoni bastoni, in modo che l’impedivano la vista del già detto loco dove havevavo a terminare il solco, e terminato ch’egli era, venivano i giudici ch’erano i più vecchi, ed osservateli, a chi più dritto fatto l’haveva davano il premio. Per veder questo gioco vi saliva una quantità di gente dalla città, e dicevano: «Andiamo a vedere il gioco del vomere», e per questo è restato a questo luogo questo nome”. Mi si rese credibile perché fino a questi tempi v’habitano contadini che vivono coll’andare arando in diverse ville, e colle carrette a vettura tirate da bovi ".

Gennaro Capodanno

gennarocapodanno@gmail.com

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Vomero

Il quartiere collinare visto da Gennaro Capodanno, ingegnere e a lungo consigliere della circoscrizione. Negli ultimi anni ha costituito diversi comitati per sostenere le battaglie comuni insieme ai cittadini della zona. Tra questi il Comitato per il trasporto pubblico e il Comitato Valori collinari, dei quali è presidente.

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