Storie&Controstorie

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Il commovente post di Roberto Valentino, comico ed imitatore, dedicato a Totò

"Parole scritte con il cuore e tra tante lacrime di commozione", dice l'attore che ha Totò nel sangue e che nel 2007 diventò famoso in tutta Italia per l'imitazione di Romano Prodi al festival di Sanremo

Roberto Valentino. Nato in Svizzera, cresciuto a Como, è attore, doppiatore, comico, imitatore. Innamorato di Totò e della sua Arte. "Totò è nel mio cuore - spiega - è il mio idolo, il mio ispiratore, e nei miei spettacoli non faccio uso di volgarità, come lui e i suoi contemporanei mi hanno insegnato. Seguo con orgoglio la sua strada". Valentino ha un curriculum di tutto rispetto, ha lavorato con i big della televisione italiana, da Mike Bongiorno a Paolo Limiti, da Gigi Sabani a Paolo Bonolis, e nel 2007 arrivò la consacrazione a livello nazionale con una straordinaria imitazione dell'allora premier Romano Prodi durante il festival di Sanremo condotto da Pippo Baudo.

Molto attivo sui social, ha creato un gruppo Facebook molto curato e selezionato (Tv sport e altro vintage anni 50/60/70/80) nel quale è bellissimo perdersi nei ricordi degli anni che furono.

Oggi ha calato il cosiddetto asso dalla manica, con un post dedicato al cinquantesimo anniversario della scomparsa del Principe Totò. Un post che sta facendo il giro del web e che proponiamo integralmente, nel quale vengono ricordati anche alcuni episodi poco noti al grande pubblico. "Ho scritto queste parole -dice- con il cuore e qualche lacrima. Sto avendo soddisfazioni che mai avrei immaginato, mi stanno scrivendo da ogni parte d'Italia! Dico solo che è meraviglioso l'amore che noi tutti abbiamo per questo grande Artista, che Principe lo fu prima nell'anima, e poi nei documenti".

Ecco il testo integrale scritto da Roberto Valentino sulla sua pagina Facebook.

La foto è tratta dal sito www.associazioneantoniodecurtisinartetoto.com

Oggi come 50 anni fa è l'ultimo giorno della vita di Totò.
Ma andiamo al giorno prima.
Ormai è sera, il Principe della risata sta rientrando a casa in Via dei Parioli con il suo fedele autista Carlo Cafiero.
Carlo si ferma davanti all'ingresso, scende, apre la portiera Al Principe e lo aiuta a scendere, Totò, appoggiandosi al suo fido collaboratore esclama : Cafiè, stasera mi sento una vera schifezza.
Appena varcato l'uscio di casa, il suo solito saluto togliendosi il cappello : Buona sera casa, poi la sua Franca, che sapeva sempre come far tornare il sorriso sul suo volto.
Ma quella sera non bastò l'amore di Franca, Totò accusava forti dolori allo stomaco, quindi fu chiamato il Medico che giunse di corsa, una visita molto accurata, poi dei medicinali.
Principe adesso si corichi mi raccomando, non stia in piedi fino alle 03.00 come il suo solito.
Franca , ringraziò e congedò il Medico con la grazia e l'educazione di una Principessa, Totò si era coricato, e non accese nemmeno la sua radio Zenit, per ascoltare il programma della notte e il bollettino dei naviganti, come faceva sempre.
Il giorno dopo, 14 Aprile, Totò rimase a casa, con Franca parlarono dell'imminente estate che avrebbe voluto passare a Posillipo e di altro ancora, poi a cena consumò un semolino e una mela cotta.
Era ancora seduto a tavola, quando impallidi improvvisamente, quindi sudore freddo, poi disse : Franca ho un formicolio al braccio sinistro.
Franca capi, sdraiò Totò a letto e corse subito a telefonare al Medico e alla figlia di Totò, Liliana.
Il Professor Guidotti arrivò di corsa al capezzale di Totò, con lui quasi contemporaneamente anche il cugino e Segretario di Totò, Eduardo Clemente.
Gli furono somministrati dei cardiotonici, il Professore fece quanto era possibile fare ( però mi chiedo come maI non si sia tentato un ricovero ).
Totò subi una serie devastante di infarti, prima dell'ultimo colpo fatale, disse : La prego Professò, per la stima che vi porto, lasciatemi morire il dolore mi sta dilaniando, vi prego.
Il Professor Guidotti con le lacrime agli occhi, cerco in ogni modo di tenere in vita l'illustre paziente, Totò trovò la forza di dire al cugino : Eduà, ricorda la promessa, voglio essere portato a Napoli.
Liliana la figlia, disse che le ultime parole del Padre furono :Ricordatevi che sono cattolico,apostolico ,romano.
Sono le 03.00, del 15 Aprile, 1967, notte fonda, tutta Roma dorme, in Via dei Parioli numero 4 al terzo piano, non si dorme, ora la speranza, ha lasciato il posto al dolore, alla disperazione, Totò è morto !
Totò esce di scena in modo drammatico e per sempre, fosse sopravvissuto all'ultimo infarto, sarebbe rimasto, sordo, cieco e muto, praticamente un vegetale.
Fu chiamato il Prete che si rifiutò di entrare in casa a benedire la salma, fin quando Franca Faldini non usci di casa, aveva la colpa di non essere sposata con Totò !
Le assurdità della vita, ma erano altri tempi.
Venne data la notizia dalla Radio e dalla TV.
Napoli era sgomenta, sbigottita, tramortita da questa notizia.
Napoli aveva perso il suo figlio più bello
Finisce cosi la vita terrena di un uomo che si spese per far ridere tutti noi, ma anche e sopratutto per aiutare il prossimo suo.
Da sempre lo onoro nei miei spettacoli, chiudo il mio show cantando Catari con la sua voce, e facendo la marionetta, quando decido di non farlo, il pubblico me lo chiede a gran voce.
Questa è la potenza immane di Totò !
A 50 anni dalla sua scomparsa, la gente lo ama e lo guarda come se fosse la prima volta.
Lui è stato il fuoriclasse assoluto della risata italiana, le sue battute, sono attuali ancora adesso, una su tutte : Io pago !
Ma perchè il cuore ha tradito Totò ?
Io ho una teoria tutta mia.
Lui era un generoso, a Cinecittà quando veniva a sapere che qualche attrezzista, attore, o altri inservienti, erano in difficoltà, metteva la mano in tasca.
Qualcuno abusò della sua bontà, infatti sapendo che il Principe era di buon cuore, magari si metteva vicino a lui dandogli le spalle e parlando con un amico cominciava a elencare i suoi guai nella speranza che il Principe lo sentisse, Totò sentiva et voilà.
Un'altro episodio capitò in centro a Roma, l'auto si fermò al semaforo in attesa del verde, Totò dal finestrino vide una scena che lo disgustò, un cameriere, cacciò in malo modo una donna anziana che chiedeva un po di minestra.
Disse al suo autista : Fermati, dobbiamo scendere.
Una volta sceso si avvicinò alla donna che piangeva, Cosa succede buona donna ?
Ho chiesto un piatto di minestra, non posso pagarla e mi hanno cacciata.
Totò si mise sotto braccio la donna e entrò nel locale, lo stupore fu enorme, il cameriere e il proprietario non sapevano più come scusarsi, i clienti guardarono estasiati il Principe della risata.
Totò disse : Questa donna fin che vivrò verrà qui a pranzo e a cena e le date tutto quello che desidera, ogni fine mese un mio incaricato verrà a pagare il conto, questo è il mio bigliettino da visita.
La donna non poteva crederci e cominciò a baciar le mani del Principe ( Nobile nell'animo ) Totò la respinse dolcemente, non dovete ringraziarmi, il pasto deve essere un diritto per tutti e la buona educazione pure, ( guardando il cameriere ) quindi tornò a casa.
Totò si divertiva anche a infilare le banconote da 10.000 lire sotto la porta di casa della povera gente.
Il Principe adorava i cani e infatti risaputo che gestiva un canile, ai tempi quando il comune catturava i cani randagi, li sopprimeva e questo Totò non lo sopportava, decise quindi di aprire un canile,
Tra i tanti cani avuti da Totò ci fu un Pastore tedesco, era la sua ombra, a cInecittà lo conoscevano tutti.
Quando il suo amato cane mori, Totò pianse disperato per giorni interi.
Questo meraviglioso cane, lo si può vedere nel film, Lo smemorato di Collegno.
Ecco perchè secondo me, il cuore tradi Totò, perchè lui si prendeva i drammi di tutti, alla fine, troppi pesi, il cuore lo fanno scoppiare !
In quel drammatico 15 Aprile a casa di Totò arrivarono tutti : Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Renato Rascel, Nanni Loi, insomma tutti resero omaggio al Principe.
Fu portato a Napoli, 30 auto seguirono il feretro.
Napoli si fermò, 250 mila persone vollero salutare Totò l'attore famoso, che mai li aveva dimenticati !
In chiesa ci fu un momento di tensione e paura, una donna e altre insieme a lei, svennero, convinte di aver visto il fantasma di Totò che piangeva, invece era il sosia non che controfigura di Totò, Dino Valdi, che assisteva disperato al funerale di Totò
Furono giorni tristi per Napoli che non si rassegnava a perdere il suo figlio più bello, al punto che un capo guappo, ( nas e can )
fece un secondo funerale con tanto di bara ( vuota ) .
Da quei giorni in poi ci fu il miracolo, come se Totò fosse rinato !
Infatti nel 1968 esce nei cinema, Totò story e sarà trionfo !
Subito dopo i critici rivalutarono la figura di Totò.la solita storia tutta italiana !
Insomma, MORTO TOTO', VIVA TOTO' !
Totò poco prima di morire, ebbe a lamentarsi con Franca, perchè a suo dire la critica lo snobbava, aveva ragione.
Concludo con una meravigliosa poesia scritta da Totò, ogni volta che la leggo mi commuovo, perchè mi tocca particolarmente è infatti una poesia dedicata ai Clown :
LA PREGHIERA DEL CLOWN
Antonio de Curtis
Più ho voglia di piangere
e più gli uomini si divertono,
ma non importa, io li perdono,
un po’ perché essi non sanno,
un po’ per amor Tuo
e un po’ perché hanno pagato il biglietto.
Se le mie buffonate servono
ad alleviare le loro pene,
rendi pure questa mia faccia
ancora più ridicola,
ma aiutami a portarla in giro
con disinvoltura.
C’è tanta gente
che si diverte
a far piangere l’umanità,
noi dobbiamo soffrire
per divertirla.
Manda, se puoi,
qualcuno su questo mondo,
capace di far ridere me
come io faccio ridere gli altri.
Se oggi qualcuno dovesse vedere in Via dei Parioli a Roma, Totò che esce di casa, non abbiate paura, è solo l'amore per il suo pubblico che lo spinge tra noi.
Si narra che Totò sia l'unico in Paradiso a godere di permessi per tornare di tanto in tanto.
Proprio stanotte a Napoli, qualcuno sotto la porta ha trovato una banconota da 100 Euro.
Ciao Principe della risata ti voglio un mondo di bene.
Con infinita gratitudine

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Storie e storielle. Fatti e fattacci. Il bello e il brutto. Insomma, un po' di Napoli. Mario Amitrano 50 anni, napoletano d.o.c., giornalista "da sempre".



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