Nuovi napoletani

Nuovi napoletani

Sheriff, in Italia da minorenne ma ostaggio del decreto Salvini

A 19 anni vive e lavora regolarmente a Napoli ma per la nuova legge il suo permesso potrebbe non essere rinnovato

In Ghana, quando fai parte della comunità Fulani, può bastare che una tua mucca vada a brucare l'erba in un campo privato per finire ammazzati. I Fulani sono una comunità nomade che si dedica alla pastorizia e gira l'Africa. Parliamo di milioni di persone sparse in tutto il continente. Sheriff è uno di loro e in quella comunità è cresciuto in Ghana. Il padre era un Fulani mentre la madre era ghanese. Ha frequentato le scuole lì insieme agli altri bambini ma quando si verificava uno screzio tra la sua comunità e quella ghanese non poteva nemmeno uscire di casa, troppo pericoloso. Ha vissuto tutta l'infanzia così fino a quando non è successo l'evento che gli ha cambiato la vita. Il padre è stato ucciso proprio per una mucca e un motivo futile. L'animale che scavalca un recinto e viene ammazzato dal proprietario dell'appezzamento di terra. Un litigio e l'uccisione del nomade. Così per una mucca che esce dal gregge. La madre di Sheriff decide che quel posto è troppo pericoloso e decide che lui e suo fratello maggiore devono andare via.

I due ragazzi scappano in Libia. Lì vivono tranquilli e Sheriff riesce a trovare un lavoretto che gli permette di andare avanti. Dopo un anno però la Libia diventa ancora una volta un posto troppo pericoloso per lui. La guerra civile introduce una regola: se sei straniero ti vengono a cercare per far parte dell'esercito governativo. Se ti rifiuti vieni messo in carcere. La stessa sorte tocca al fratello di Sheriff. Bussano alla sua porta di notte e lo trascinano via. Per fortuna suo fratello piccolo, di soli 16 anni non è in casa in quel momento e si salva. Così Sheriff riesce a sottrarsi alle carceri libiche e ancora una volta deve scappare. Lo aspetta un gommone sul quale vengono caricate 130 persone, tra cui donne incinte e bambini, e un viaggio verso Lampedusa. Una traversata durante la quale il gommone cede e perdono la vita tre persone. «Sono morti quelli che stavano seduti davanti. Quando si è bucato il gommone sono caduti in acqua e non sapevano nuotare. Se succedeva a me avrei fatto la stessa fine».

Così si ritrova in un centro d'accoglienza a soli 16 anni. Non ha più notizie del fratello e la vita gli ha già tolto sia un fratello che una sorella. Viene prima trasferito a Palermo e poi a Napoli. Qui comincia la sua vita napoletana che però viene intervallata con dei trasferimenti prima a Polla, in provincia di Salerno, e poi a San Fele in Basilicata. Lì vive in stanze con quattro o cinque altri migranti e aspetta un permesso di soggiorno temporaneo. Passano così tre anni che lui sfrutta per imparare l'italiano e conseguire la licenza media. Nel frattempo riesce a ottenere notizie del fratello. Dopo un anno di prigionia in Libia, è riuscito a scappare ed è venuto in Italia e vive in un centro d'accoglienza a Modena. A gennaio 2019 a Sheriff arriva il permesso per motivi umanitari. Una settimana dopo si trova in strada, senza un posto dove andare e un lavoro con cui pagarsi da vivere. Chiama Paolo, un operatore sociale che ha conosciuto in uno dei centri d'accoglienza che ha girato, che gli offre un posto dove dormire e gli dà una mano a cercare un lavoro. Fa prima il gommista e poi il fattorino in una paninoteca. Gli piace cucinare e, tra una consegna e l'altra, prova a rubare i segreti del mestiere. Fino a quando non arriva la sua opportunità e riesce a entrare in cucina.

Dopo pochi mesi adesso lavora in una delle paninoteche storiche di Napoli, “Vite Vite”. Ha un contratto di lavoro e una casa in affitto nel rione Sanità. Tutto in regola è a tutti gli effetti un cittadino che contribuisce al sistema Italia. Il venerdì va a pregare in moschea e vorrebbe prendere la patente e fare l'istituto alberghiero. «Di Napoli la cosa che mi piace di più sono i sapori. Mi piace la sua cultura e la cucina. Ho imparato tutto sui cibi napoletani. Poi vivo tranquillo, nel quartiere mi conoscono tutti e nessuno mi crea problemi. Qui mi sono fatto tanti amici che mi hanno dato una mano in tutto». È riuscito anche a rivedere il fratello che sta provando a ottenere il permesso come lui. Già il permesso, quel pezzo di carta che ti rende “legale” sul nostro territorio e che a Sheriff scade a febbraio 2020.

Nel frattempo è stato approvato il cosiddetto “decreto sicurezza bis”, voluto dall'ex ministro Matteo Salvini, che ha cambiato la condizione giuridica di Sheriff. Quello che era l'ex permesso per motivi umanitari è stato abolito e adesso il suo status rientra in quella che viene definita “protezione speciale”. Questa opzione però prevede il rinnovo per un singolo anno e soprattutto non permette che venga convertito in permesso di lavoro così come accadeva in precedenza. In pratica Sheriff, pur avendo un lavoro e un contratto d'affitto regolare rischia che il suo permesso non venga rinnovato a febbraio 2020 o, nel caso, che ogni anno debba ripetere l'intera trafila per il rinnovo. Una stortura che, se la legge resterà questa, potrebbe non permettergli di vivere tranquillamente in Italia anche se lavora e paga le tasse qui come tutti i cittadini italiani e come lui sono centinaia i casi di persone intrappolate dal decreto Salvini.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Un Posto al Sole, grave lutto per Luisa Amatucci: si è spenta la madre

  • Scossa di terremoto nella notte: l'evento di magnitudo 2.8 nella zona flegrea

  • Lutto per l'attore Alessandro Preziosi, è morto il padre Massimo

  • Ancelotti, lo splendido post della figlia Katia: "Napoli è una mamma. Vado via piangendo"

  • Terremoto, l'Osservatorio Vesuviano: "Il più forte dalla ripartenza del bradisismo nel 2006"

  • Un Posto al Sole, anticipazioni dal 9 al 13 dicembre

Torna su
NapoliToday è in caricamento