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Pascale (Anm): "Trasporti non adeguati. Dobbiamo migliorare"

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"Che cosa penserei se fossi un cittadino? Che i trasporti andrebbero migliorati". Nicola Pascale, amministratore unico dell'Azienda napoletana mobilità, parla con franchezza. E' consapevole che i trasporti a Napoli non sono adeguati alla terza città d'Italia e non sfugge alle responsabilità. "Di questo me ne faccio carico - prosegue, ospite della rubrica NapoliTalk - perché sono io che amministro l'azienda. Però stiamo facendo tanto. Nuovi treni, nuovi bus, nuove stazioni. Miglioreremo il servizio". 

Con orgoglio, rivendica i passi che l'Anm sta facendo e che dovrebbero portare a un miglioramento sensibile della situazione tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo. "Stiamo facendo molte cose - spiega - abbiamo acquistato 20 nuovi treni per la linea 1. Oggi, ne abbiamo 8-9, mentre per un servizio sufficiente ne servirebbero almeno 11. Da gennaio arriveranno i nuovi convogli e, allora, la situazione cambierà. Adesso dobbiamo tenere botta con quello che abbiamo". 

I miglioramenti passano anche per accordi con i lavoratori. E' di pochi giorni fa, l'intesa che permette il prolungamento delle corse di funicolari e linea 1 fino all'una di notte (alle 2 nel weekend) per tutta la durata delle Universiadi: "In verità gli accordi sono due: il secondo prevede che, agosto, il prolungamento permanente delle corse fino all'una il venerdì e il sabato". Il contratto, però, non ha trovato d'accordo tutte le sigle sindacali e, quasi per magia, dal giorno successivo i guasti della metropolitana si sono moltiplicati: "Alcuni di essi - afferma l'amministratore - sono di natura tecnica, ma altri devono essere attenzionati, perché potrebbero essere dei sabotaggi. Alcuni lavoratori non ricordano che Anm ha rischiato di chiudere, con il licenziamento di tutti. Siamo ancora in una fase di pre-disssesto e mi aspetterei che tutti dessero il massimo, ma purtroppo non sempre è così". 

Se il trasporto su ferro piange, di certo non ride quello su gomma, con le periferie spesso tagliate fuori dalle linee dei bus: "Abbiamo dovuto affrontare due emergenze. Innanzitutto, quella di una flotta vecchissima. Abbiamo già messi in circolo 50 nuovi autobus e ne abbiamo comprati altri 50. Va ricordato, però, che il parco mezzi è di 500 unità, quindi ne riusciremo a cambiare solo un quinto. Certamente, molti di questi bus nuovi saranno utilizzati per migliorare i collegamenti con i quartieri periferici. La seconda emergenza è dettata dalla mancanza di autisti. Siamo passati da mille a 700 e adesso ne dovremmo assumere un buon numero con contratti interinali". 

La conclusione è, di nuovo, per gli utenti: "Capisco la loro rabbia - afferma Nicola Pascale - ma stiamo facendo dei passi avanti notevoli: treni e bus nuovi, nuove stazioni. La crisi aziendale non ci ha fatto raggiungere in pieno il risultato di essere capitale dei trasporti, ma dal 2020 le cose cambieranno". 

(Nella seconda parte di intervista, Nicola Pascale annuncia la ripresa dei tram da settembre 2019 e il filobus dei Colli Aminei)

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