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Mamme pancine e bambini reborn: il macabro mondo de "Il Signor Distruggere"

“È un villain. O un perfido eroe a seconda delle situazioni e delle necessità. I suoi “temibili avversari” sono gli strambi personaggi che incontra nell’etere e che vengono ridicolizzati per via dei loro comportamenti bizzarri". L'intervista a Vincenzo Maisto

Vincenzo Maisto

Mamme che sui social si scambiano consigli su come cucinare la propria placenta o il proprio latte materno o, ancora, su come creare gioielli con il cordone ombelicale.. l’elenco potrebbe continuare. Si tratta delle “mamme pancine”, un fenomeno social, tra il macabro e il surreale, scoperto dal Signor Distruggere, aka Vincenzo Maisto, un giovane blogger salernitano che dopo diverse delusioni lavorative decide di dedicarsi a una missione: “Distruggere i sogni altrui esponendo la realtà oggettiva”. Tutte le mattine, il Signor Distruggere si sveglia e va in cerca di assurdità sul web. Si infiltra nei gruppi chiusi di Facebook, in quelli più assurdi e strambi, ruba screenshot delle conversazioni e li pubblica senza remore né paure, disvelando dinamiche che toccano l’assurdo. L’ultimo fenomeno che ha scovato in rete, forse il più inquietante di tutti, è stato quello delle “mamme di bimbi speciali”: mamme che vanno in giro con i loro bambolotti "reborn" (pupazzi in vinile che sembrano bambini in carne e ossa) nei passeggini, facendo credere che siano loro figli.

A seguire le sue “serie” sui social sono in tantissimi: sulla sua pagina Facebook si contano oltre 470.000 seguaci, 85.000 su Instagram e 26.000 su Twitter. Il suo cinico realismo e la sua personalità corrosiva hanno portato il giovane blogger salernitano ad essere selezionato per i "Macchianera Internet Awards 2017", dove ha vinto nella categoria “Miglior articolo o post ” con “Il fanatico mondo delle mamme”.

L’intervista di NapoliToday a Vicenzo Maisto.

Dopo una serie di delusioni ed esperienze lavorative negative (raccolte prima in una rubrica e poi in un libro) decidi di dedicarti a una “missione”: “distruggere i sogni altrui esponendo la realtà oggettiva”. Il Signor distruggere è un personaggio buono o cattivo?

“È un villain. O un perfido eroe a seconda delle situazioni e delle necessità. I suoi “temibili avversari” sono gli strambi personaggi che incontra nell’etere e che vengono ridicolizzati per via dei loro comportamenti bizzarri. I suoi commenti sono sempre minimali, ironici, sarcastici, mai offensivi. Si combatte l’ignoranza evidenziandola, non nascondendola. Lui fa questo!” .

Il Signor Distruggere nasce prima come pagina Facebook e poi diventa un blog vero e proprio. Ci racconti l’evoluzione di questo personaggio?

“La pagina è nata nel 2011 e aveva una denominazione più romanzata, un paio d’anni dopo aprii il blog vero e proprio, che nel corso degli anni subì diversi mutamenti. Distruggere è sempre stato così, poco empatico, cinico, razionale e vendicativo. Il personaggio iniziò a riscuotere interesse quando, nel 2015, lo presentai mostrando la mia faccia. Vestito elegante, su una poltrona antica, circondato da oggetti vintage e con un serpente intorno al collo. Oggi è più casual” .

Il Signor Distruggere va a caccia di assurdità sul web. Di gruppi segreti strambi i social ne sono pieni, come mai la tua attenzione si è concentrata proprio sulle “mamme pancine”?

“Perché sono una miniera di perle inestimabili. Ricordavo la posta del Cioè con una certa nostalgia, fui felicissimo quando scoprii essere approdata sui social network nelle pagine e nei gruppi legati all’estremismo materno. Negli anni abbiamo parlato di varie tipologie di individui: i nazivegani, i bigotti, i terrapiattisti, gli antivaccinisti, i complottari, etc… ma le pancine sono un fenomeno nuovo, intonso. Sono mie”. 

Hai oltre 470.000 seguaci su Facebook, per non parlare di Twitter e Instagram. Ti saresti mai aspettato un successo di questo tipo?

“Nì. La pagina esiste da tempo, delle mamme pancine ne parlo da un anno ormai, pare che il resto del mondo le abbia scoperte nelle ultime due settimane con questo successo improvviso. Non essendo molto accondiscendente e rispondendo raramente ai followers, i tempi di crescita dovevano essere più lenti. Ma, a quanto pare, sbagliavo”. 

Con le tue serie porti alla luce storie surreali, personaggi assurdi e conversazioni inquietanti che spesso sfociano nella patologia mentale. Hai mai avuto paura che qualcuno degli iscritti ai gruppi ti potesse minacciare o fare qualcosa di peggio?

“Sono guappi di cartone. Una signora minacciò di presentarsi al salone del libro di Torino, con intenzioni imprecisate, lo scorso maggio, ma non venne nessuno. Fu un peccato, allo stand della casa editrice avevamo pasticcini e tisane. Mi deluse. Per gli insulti e le ingiurie, invece, adotto il metodo “Lucarelli””.

Qual è stato l’episodio più strano e surreale che hai scovato nella rete?

“Una sposina pancina andò al suo addio al nubilato e vide per la prima volta un uomo nudo con il fisico scolpito: lo spogliarellista. Ci fu un bacio durante la serata e scrisse in un gruppo Facebook questa storia chiedendo alle amiche un consiglio sul come ritrovarlo per fargli capire che tra di loro non poteva esserci nulla, nessun futuro. Mi scrisse poi lo stripper in questione, riconoscendosi sul mio blog da Mykonos, dove era in vacanza con il suo ragazzo, dicendomi che la signora poteva stare tranquilla. L’aveva dimenticata”.

La tua ultima serie è sulle “bambole reborn”. Secondo te questo tipo di fenomeni dovrebbe farci riflettere sulla direzione sta prendendo oggi la società?

“Mah. Tanti dicono a quelle signore “prendetevi un cane”. Ma io, francamente, preferisco che si prendano le bambole, se proprio devo essere sincero. Non affiderei loro neanche una pianta. Non è comunque il fenomeno più grave, magari è il più insolito. Risulta inquietante, bizzarro, macabro… quindi interessa. Ma, di fatti, le signore in questione non commettono alcun reato. Partendo da questo possiamo dire che la società ha ben altri problemi da dover affrontare” .

La tua ricerca sul web è agevolata da due fidate collaboratrici: Vipera e Annabelle. Come ti rapporti con loro?

“Vipera non la sento da un anno e cioè da quando si concluse la saga delle mamme vegane. Annabelle, essendo il caso ancora recente, sì, capita di fare due chiacchiere. Le possiamo considerare come delle fornitrici. Il rapporto è puramente collaborativo e informale, e loro sono due su svariate migliaia. Ricevo 400 email al giorno con le più svariate segnalazioni, sono tutti quindi “fornitori” per la mia attività.”

Quest’anno hai vinto ai “Macchianera Internet Awards 2017” nella categoria “Miglior articolo o post”. Cosa ha rappresentato per te questa vittoria?

“Non me l’aspettavo. Quando ho saputo che ero stato votato per la finale, ho condiviso la notizia con i miei followers, sapendo che tra i miei avversari c’erano personaggi come Enrico Mentana e Selvaggia Lucarelli, quindi ritenevo di non avere speranze. Diciamo che la vittoria ha peggiorato di molto il mio già smisurato ego” .

Progetti futuri? Hai qualche nuova saga a cui già stai lavorando?

“Sto lavorando a un nuovo libro, ma i tempi di pubblicazione sono ancora incerti. Nuove saghe al momento no, ma potrebbe arrivare domani mattina qualcosa di interessante in posta e stravolgere quindi tutti i piani".

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