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Dolce Vita, la star televisiva David Rocco: "Napoli è il vero cuore dell'Italia"

Nelle tredici puntate di "Dolce Napoli", in onda da maggio su National Geographic Channel, il produttore italo-canadese racconta la città e le sue tradizioni. L'intervista di NapoliToday

David Rocco

“Ambassador” di Napoli, si definisce così lo chef, produttore e autore del programma di successo mondiale “David Rocco’s Dolce Vita”, in onda da maggio su National Geographic Channel. Nato e cresciuto in Canada da genitori italiani (il papà è di Pozzuoli e la mamma foggiana), David Rocco ha unito due grandi passioni - la cucina e i viaggi - nei suoi programmi tv trasmessi in oltre 150 paesi. In “Dolce Vita” il produttore italo-canadese viaggia lungo l'Italia raccontando la cultura e mostrando la semplicità della cucina italiana. Nell' ultima stagione del programma dedica ben tredici puntate alla città di Napoli. In “Dolce Napoli” la star televisiva racconta la città e le tradizioni partenopee, regalando al pubblico il ritratto di una Napoli inedita, liberata dai soliti cliché. La prima puntata è dedicata allo street food. A far da guida a David tra cibo di strada e specialità culinarie è il giovane blogger Egidio Cerrone, in arte Puok e Med. La prima tappa non poteva che essere la pizza di Sorbillo, poi ai Tribunali, da Guglielmo Vuolo e infine da Ciro Oliva da Concettina ai Tre Santi alla Sanità. Un giro tra i vicoli di Napoli e poi in Vespa verso Monte di Procida per provare i panini di Ciro Mazzella. Tra chiacchierate coi pescatori, gustose spaghettate, storiche processioni e viste mozzafiato, David ha scoperto e fatto (ri)scoprire le bellezze culinarie e non del capoluogo campano. Tra le tappe della star televisiva non potevano mancare le isole di Capri e Procida, e la Costiera Amalfitana (Sorrento, Cetara e Amalfi).

David ha raccontato a Napolitoday come è stata la sua esperienza, lunga tredici settimane, vissuta nella città di Napoli.

Come è nata questa tua passione per l’Italia e per il cibo italiano?

“Io sono un napoletano-canadese, mio padre è di Pozzuoli e mia mamma foggiana. Sono nato e cresciuto in Canada, ma tutte le estati sono sempre tornato in Italia. Nel 1999 (in quel periodo facevo l’attore e il modello) pensai di realizzare un programma di cucina. In quegli anni i programmi di cucina erano molto diversi da quelli di oggi, erano seguiti solo dalle nonne e dalle casalinghe. Io volevo fare qualcosa di diverso, di innovativo, di giovanile. Così abbiamo realizzato il mio primo programma: “Avventura”. Abbiamo viaggiato lungo l’Italia attraverso i luoghi più affascinanti della penisola rivelando i segreti dei più popolari piatti italiani. Da lì è cresciuta sempre di più questa mia passione per l’Italia e per il cibo italiano. Da piccolo sono sempre stato un buongustaio, e sono cresciuto mangiando piatti italiani. Essendo mia mamma una bravissima cuoca, è stato impossibile non innamorarmi della cucina italiana, e soprattutto di quella del Sud”.

Nei tuoi programmi, oltre a illustrare le ricette dei piatti tipici, esplori anche usanze e tradizioni del luogo. Qual è, secondo te, il segreto del successo mondiale dei tuoi programmi?

“La passione sicuramente. Ho sempre cercato di fare qualcosa di diverso dai soliti programmi di cucina. Mi sono allontanato dai cliché, come la pizza e il caffè, per raccontare qualcosa di diverso, di non scontato. Ho cercato di cogliere la “veracità” dei posti in cui andavo. Ho cercato di raccontare, attraverso la cultura, le usanze e le ricette, tutto quello che c’è di bello ma che si conosce poco di questi luoghi fantastici. Anche la musica che ho scelto non è la classica napoletana, non volevo fosse scontata neanche quella. Nelle puntate su Napoli, ad esempio, ho scelto cantanti come Eugenio Bennato, Pietra Montecorvino e altri, tutti loro mi hanno donato non solo la musica ma anche il cuore”.

Con “David Rocco’s Dolce Vita” hai deciso di esplorare l’Italia dalla Toscana alla Sicilia. Quali sono i posti più belli che hai visitato nel nostro Paese?

“Scegliere è impossibile, è come se mi chiedessi di scegliere tra i miei tre figli. Ogni paese, ogni città in Italia ha la sua bellezza, la sua originalità. Napoli mi piace particolarmente perché mi sento a casa, ma anche la Sicilia è bellissima: con “Avventura” sono stato a Bolzano e a Palermo. In Toscana abbiamo girato tantissime puntate: è una regione fantastica. E’ difficile scegliere, anche se la Campania, per me, rimane il posto più bello”.

Come viene visto il cibo italiano in America?

“Oggi tutto il mondo è paese. Anche in America, nelle grandi città soprattutto, trovi un po’ ovunque il cibo italiano. Forse solo nelle città più piccole è ancora rimasto il cliché del piatto italiano. Ma grazie alle trasmissioni e al fatto che tutti stanno viaggiando di più è cambiata molto la percezione del cibo italiano all’estero. Oggi puoi trovare facilmente l’olio buono della Toscana e la pasta italiana di marche diverse anche nei piccoli supermercati, e non solo nelle grandi catene”.

Come mai ha scelto di dedicare 13 puntate del tuo programma “David Rocco’s Dolce Vita”, proprio a Napoli? Cosa ha di speciale per te questa città?

“Tredici puntate sono poche per raccontare una città come Napoli. Ne avrei dovute girare almeno il doppio. Io volevo scoprire e raccontare cose che non sono state mai viste né raccontate da chi vive fuori Napoli. Ho tanti amici a Firenze che mi contattano e mi chiedono se Napoli è veramente così bella come la racconto nel mio programma. Anche gli italiani, non solo chi vive all’estero, conosce poco questa città. Per me era importante non far vedere solo caffè, pizza e mandolino, ma la vera bellezza di Napoli. A me interessava conoscerla a fondo per poter poi raccontare la meraviglia e la magia di questa città”.

Come prima tappa della puntata dedicata allo street food sei andato a Monte di Procida da Ciro Mazzella per provare i suoi fantastici panini. Qual è il panino che ti è piaciuto di più?

“Quel giorno ho mangiato davvero tanto. Ho mangiato prima, durante e dopo le riprese. Io vado pazzo per i peperoni e le melanzane arrostite. Non ricordo bene, ma nel panino che mi è piaciuto di più c’era di sicuro hamburger, parmigiana e provola… un panino leggero leggero. In questa puntata ho conosciuto nuovi modi di mangiare, nuovi piatti come ‘o broro ‘e purp che non avevo mai provato in vita mia. E’ stata una puntata molto divertente, io ed Egidio abbiamo cercato di fare e provare le cose più strane”.

Se dovessi fare un elenco dei cinque piatti tipici napoletani più buoni, quali sceglieresti?

“Dopo pizza e caffè, sicuramente la genovese, fuori Napoli pochi sanno cosa è la genovese. Come terzo piatto metterei la braciola che adoro perché mia mamma la cucinava sempre quando ero bambino con i pinoli e l’uva secca, ed io ne andavo matto. Mi piacciono tantissimo anche la parmigiana e le frittatine… adoro tutte quelle cose belle pesanti”.

Cosa ti ha lasciato questa esperienza vissuta a Napoli?

“Ho vissuto a Napoli tredici settimane. Avevo casa al Vomero. Ho vissuto in questa città, per la prima volta, non da turista, ma da napoletano. Per conoscerla a fondo dovevo anche viverla a fondo. Per me è stata l’esperienza lavorativa più bella in assoluto. Oggi mi sento come un vero e proprio ambasciatore di Napoli. Parlo sempre di questa città stupenda quando vengo intervistato dai giornali americani. Molti mi chiedono perché ho scelto di raccontare proprio Napoli. Io rispondo che volevo raccontare una città diversa. All’estero l’Italia viene associata alla pizza, al caffè, al sole, ma in realtà tutti questi cliché provengono da Napoli: questo fa capire che è Napoli il vero cuore dell’Italia. Molti che vanno in vacanza in Italia scelgono altre regioni come la Toscana per prendere il vino, ma questa come altre mete simili fanno parte del turismo chic; per conoscere veramente l’Italia bisogna andare a Napoli”.

Come viene percepita Napoli all’estero? Viene associata più alle cose negative, come la criminalità o la spazzatura, o a quelle positive?

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“In quanto produttore e autore dei miei programmi ho scelto Napoli perché qui mi sono sempre trovato bene, a Napoli mi sento a casa, e volevo realizzare un programma dedicato alla bellezza di questa città. Volevo demolire i cliché della camorra e della spazzatura. Volevo demolire le paure che molti hanno di questa città: “Napoli è pericolosa!”, “Vedi Napoli e poi muori!”… sono tutte cose non vere! Io sono stato a Napoli per tredici settimane, l’ho vissuta da napoletano e sono stato benissimo. Ho conosciuto una città che sta lavorando per diventare una delle più belle e visitate al mondo. Napoli sta diventando uno della mete turistiche più ambite dagli stranieri. Siamo solo all’inizio di un grande boom che, secondo me, la città conoscerà presto”.

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