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Contrattura, stiramento e strappo muscolare: come distinguerli e quali sono i rimedi

“La contrattura si verifica quando il tessuto muscolare si contrae. In caso di stiramento il muscolo si allunga in modo eccessivo. Lo strappo è caratterizzato, invece, dalla rottura delle fibre muscolari". L'intervista al dott. Fabrizio D'Urso

Chi di noi, durante un corsa al parco, un allenamento in palestra o una partita di calcio, non ha mai avvertito un dolore muscolare acuto? Nella gran parte dei casi si è in presenza di un semplice crampo, ma altre volte si tratta di una vera e propria lesione del muscolo. Le lesioni muscolari sono all’ordine del giorno soprattutto in chi fa sport, ma si posso verificare anche quando non si sottopone ad un certo sforzo la struttura muscolare. Almeno il 25-30% degli infortuni sportivi sono rappresentati da contratture, stiramenti o strappi, cioè lesioni delle fibre muscolari, diverse per l’entità del danno. Se il dolore persiste, la prima cosa da fare è un’ecografia per dirimere i dubbi. In presenza di lacerazione muscolare è necessaria una riabilitazione mirata. Ma come facciamo a distinguere tra contrattura, stiramento e strappo? NapoliToday lo ha chiesto al dott. Fabrizio D’Urso, fisioterapista esperto in Riabilitazione dei Disordini Muscolo-Scheletrici e del Movimento.

Cos’è uno strappo muscolare e con quali sintomi si manifesta?

“Lo strappo muscolare è un tipo di lesione muscolari conseguente a un evento traumatico a carico del tessuto muscolare. La lesione del muscolo è un’alterazione della struttura muscolare, indotta da un trauma, che può colpire qualunque muscolo del nostro corpo danneggiandone le fibre (che sono la maggiore componente muscolare). La sintomatologia causata da una lesione muscolare può essere molto variabile e dipende soprattutto dall’entità della lesione”.

Come si classificano le lesioni muscolari?

“Le lesioni muscolari vengono classificate in due categorie: lesioni muscolari da “trauma diretto” e lesioni muscolari da “trauma indiretto”. Le prime possono essere, a loro volta, classificate in base alla loro gravità: grado lieve (nelle quali è consentita oltre la metà dell’intero arco di movimento), grado moderato (nelle quali è consentita meno della metà ma più di 1/3 dell’intero arco di movimento) e grado severo (nelle quali è concesso un arco di movimento inferiore ad 1/3 dell’arco di movimento). Le lesioni muscolari da trauma indiretto, molto più frequenti delle prime, possono essere classificate, invece, in base a criteri di ordine anamnestico, sintomatologico e anatomo-patologico:

  • Contrattura
  • Stiramento
  • Strappo di I° grado
  • Strappo di II° grado
  • Strappo di III° grado

La Contrattura si manifesta con una sintomatologia dolorosa che insorge quasi sempre ad una certa distanza dell’attività sportiva o fisica. La latenza d’insorgenza del dolore è variabile: da qualche ora al giorno dopo. Il dolore è mal localizzato, sostanzialmente imputabile ad un’alterazione diffusa del tono muscolare. Questo tipo di alterazione è probabilmente da ritenersi come conseguenziale ad uno stato di affaticamento generale del muscolo. Sono assenti lesioni anatomiche evidenziabili macroscopicamente ad un osservazione al microscopio ottico.

Lo Stiramento rappresenta sempre la conseguenza di un episodio doloroso acuto. La sede del dolore è, nella maggior parte dei casi, ben localizzata. Il soggetto è costretto ad interrompere l’attività sportiva anche se la sintomatologia lamentata non comporta necessariamente un’impotenza funzionale immediata. Non sono presenti lacerazioni macroscopiche delle fibre. Il disturbo funzionale e la conseguente sintomatologia possono essere attribuiti ad un’alterazione funzionale delle miofibrille, ad un alterazione della conduzione neuro-muscolare, oppure a lesioni sub-microscopiche a livello sarcomerale. La conseguenza sul piano clinico è rappresentata da una forte contrattura muscolare causata dalla sintomatologia dolorosa.

Lo Strappo di I° grado si manifesta con dolore acuto e violento durante l’attività attribuibile alla lacerazione di un numero variabile di fibre. Il soggetto è costretto ad abbandonare l’attività. Lo strappo è sempre accompagnato da stravaso ematico più o meno evidente che è in funzione dell’entità, e della localizzazione anatomica della lesione, nonché dall’integrità o meno delle fasce. La classificazione in gradi è riferita all’entità del tessuto muscolare lacerato. Per questo motivo nello strappo di I° grado si verifica la lacerazione di poche miofibrille all’interno di un fascio muscolare, ma non la lacerazione dell’intero fascio.

Nello Strappo di II° grado si verifica la lacerazione di uno o più fasci muscolari, che coinvolge comunque meno dei 3/4 della superficie di sezione anatomica del muscolo nell’area considerata. Il deficit funzionale è importante ma non assoluto.

Nello Strappo di III° grado si verifica una perdita nella soluzione di continuità muscolare che coinvolge più dei 3/4della superficie di sezione anatomica del muscolo nell’area considerata. Il deficit funzionale è praticamente assoluto”.

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