Napoli tra incanto e disincanto

Napoli tra incanto e disincanto

"Sguardi Ostinati", la rassegna di cinema d'autore contemporaneo in provincia di Napoli

Ripartito con la sua undicesima edizione il festival cinematografico che ha come obiettivo la resistenza culturale nel territorio dell'hinterland

Difendere il diritto al cinematografo, ovvero dare ai cinefili la possibilità di vedere proiettati film che in Italia non trovano spazio sul grande schermo, è l’obiettivo della rassegna di cinema d’autore contemporaneo “Sguardi Ostinati”. Giunto alla sua undicesima edizione e organizzato in collaborazione con l’associazione T.A.R.E., il festival è ripartito lunedì 6 febbraio con la proiezione di “The Assassin”, il wuxiapian secondo Hou Hsiao Hsien, seguito dal film del regista filippino Lav Diaz “Figli dell’uragano” proiettato il 13 febbraio.

Come negli anni precedenti, anche questa edizione si avvale della partecipazione di designer e professionisti della comunicazione. Ma questa volta si è deciso di andare oltre: ad ogni film in programma è stato assegnato un designer, che ha liberamente interpretato il compito producendo un artwork artigianale.

Il programma di questa undicesima edizione seguirà ogni lunedì con altri dieci appuntamenti al Cinema Magic Vision di Casalnuovo di Napoli fino al 24 aprile, con la partecipazione dei rispettivi designer che ne hanno curato l’artwork. Tra le proiezioni del festival T2: Trainspotting, il sequel della black commedy firmata Danny Boyle (6 marzo). In occasione della centesima proiezione della rassegna che si terrà il 20 febbraio da segnalare il film di Tariq Teguia, “Rivoluzione Zanj”, scelto per rappresentare appieno lo spirito che anima il festival, mentre a chiudere la rassegna il 24 aprile sarà l’ultimo lavoro del cileno Pablo Larrain, “Jackie”, tanto atteso nelle sale cinematografiche.

La novità rispetto alle altre rassegne di cinema è quella di proporre autori per la prima volta distribuiti in Italia come Lav Diaz, Pedro Costa, Miguel Gomes, Tariq Teguia. Per capirci di più, abbiamo fatto qualche domanda ad Angelo La Pietra, direttore artistico di “Sguardi Ostinati”:

Come nasce la rassegna e come mai la scelta di realizzarla nella provincia di Napoli?

"La rassegna è frutto dell’incontro di più idee, tutte accumunate dalla passione per il cinema. L’idea di creare questa manifestazione in provincia nasce dalla consapevolezza che realizzarla in grandi città tipo Napoli, Milano o Roma non avrebbe rappresentato una novità, probabilmente come festival si sarebbe diversificato, ma sarebbe rimasto simile ad altri. Fare della sua sede la provincia è una necessità, una scelta di resistenza culturale per il territorio dell’hinterland".

C’è un motivo particolare per cui avete dato questo nome alla rassegna?

"Sguardo e ostinato sono due termini che da sempre hanno monopolizzato le nostre discussioni sul cinema. Siamo partiti da un capitolo di “Note sul cinematografo” del regista Bresson, in cui si focalizza l’attenzione sullo sguardo da cui guardare le scene di un film. L’ostinazione nasce invece dalla nostra esigenza di ricercare e recuperare film d’autore poco pubblicizzati in Italia per il concetto stesso che abbiamo di film come forma d’arte e non come semplice intrattenimento. A convincerci è stato poi il titolo del libro di Serge Daney “Lo sguardo ostinato” ricordato da uno dei nostri più cari amici della rassegna Salvatore Toscano".

Perché la scelta di proiettare film non mainstream? C’è un messaggio che volete lanciare?

"La scelta dei film non mainstream è dovuta al fatto che a noi non interessa riproporre film facilmente distribuiti. A noi interessa proporre film difficili da vedere sul grande schermo. La nostra è una lotta per il diritto al cinematografo, ossia la possibilità di proiettare dei film che in tutto il mondo vedono e che invece in Italia è difficile vedere. Quest’anno su dodici film almeno la metà sono prime visioni regionali".

Napoli tra incanto e disincanto

Bella e dannata, Napoli è la città dai due volti. Sa incantare come nessuna con le sue bellezze, i suoi misteri, i suoi luoghi. Ma al tempo stesso riesce anche a disincantare con le sue contraddizioni. Un viaggio nel "paradiso abitato da diavoli" che ne esalta la storia, la cultura, gli aneddoti e le curiosità, senza tralasciare spunti di critica



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