La buona novella

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Coronavirus, stop alla quarantena per Francesco Colaleo: "Sto bene"

"Nonostante il timore iniziale da parte di molti, razionalmente posso ritenermi fuori pericolo essendo trascorsi ormai 24 giorni", racconta a NapoliToday il medico specializzando della Federico II

Francesco Colaleo sull'aereo che lo ha riportato in Italia

Buone notizie per Francesco Colaleo, il medico specializzando in Neurochirurgia alla Federico II di Napoli, che ha concluso la quarantena, dopo il ritorno dalla Cina. Il 30enne, che non ha mai manifestato alcun sintomo legato al Coronavirus, era stato diverse settimane per lavoro a Kunming, nella provincia dello Yunnan, quando è scoppiata l'epidemia da Coronavirus. Il 26 gennaio aveva deciso di far ritorno a Napoli. Dopo il periodo di quarantena ha anche ripreso a lavorare in ospedale.

-Francesco, è finito il periodo di quarantena, innanzitutto ti chiedo come stai?
"Sto bene grazie, non ho mai desiderato tanto rientrare al lavoro e riprendere la mia quotidianità".

-Com'è andato il ritorno al lavoro? Sei stato accolto con diffidenza?
"Nonostante il timore iniziale da parte di molti, razionalmente posso ritenermi fuori pericolo essendo trascorsi ormai 24 giorni. I Professori della mia scuola di specializzazione (Neurochirurgia, Federico II) mi hanno dato grande supporto in questo periodo, aiutandomi anche a prendere delle decisioni personali al di là del rapporto professionale".

-Cosa ti rimane di questa esperienza in quarantena e come l'hai vissuta?
"La quarantena, diciamolo chiaramente, non è un bel modo per fare vacanza. Troppo relax associato a una dose d’ansia notevole".

Sei ancora in contatto con colleghi o amici rimasti a Wuhan? Cosa ti raccontano?
"Sento quotidianamente i colleghi cinesi alcuni dei quali attualmente si trovano a Wuhan come volontari. La situazione é preoccupante ma cercano di rassicurarmi augurandosi di porre fine a questa vicenda quanto prima".

Sull'ondata di diffidenza e in certi casi di razzismo che si sta abbattendo sui cittadini cinesi cosa ti senti di dire?
"Le fake news unite all’ansia da contagio hanno generato un mostro in un popolo facilmente condizionabile quale è il nostro. È bene ricordare che il virus non è legato all’etnia nè tantomeno possiamo dare la colpa ad un popolo che in questo momento sta soffrendo e sta vivendo uno dei periodi più bui della storia contemporanea. Si è parlato a lungo di atti di razzismo che a mio avviso sono inclassificabili. Non pretendo gesta eroiche ma quantomeno silenzio per esprimere vicinanza al popolo cinese".

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