L'Oro di Napoli

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'Pulciari' di piazza Matteotti "Cacciati e multati: aspettiamo il reddito di cittadinanza"

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“Pulciari, saponari, rigattieri, chiamateci come volete”: Salvatore e Vincenzo, napoletani, ogni mattina popolano le scale che da piazza Matteotti scendono fino a via Monteoliveto. Questo lungo scalone, creato in epoca fascista per mascherare il dislivello tra la nuova piazza e la strada adiacente, è la sede del mercato delle pulci che quotidianamente incuriosisce migliaia di passanti. In pochi, però, spendono qualche spicciolo. “Siamo qui perché questa è la nostra ultima spiaggia”, raccontano Salvatore e Vincenzo. “Ci siamo iscritti al collocamento che non eravamo neanche maggiorenni, e in quarant’anni o quasi neanche una chiamata. Stiamo aspettando il reddito di cittadinanza, se lo faranno saremo i primi a chiederlo”.

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Enzo e Salvatore sanno bene che il loro è un mestiere abusivo. “La polizia municipale ogni tanto viene, ci fa multe di migliaia di euro. Ne hanno il diritto. Altre volte vorrebbero sequestrarci la merce. Ma noi questo abbiamo”. Due autobus presi in fretta, all’alba, con borse cariche di bottiglie, ninnoli, chincaglieria, quadri, qualche pezzo d’antiquariato. “Arriviamo qui e mettiamo la roba sui teli, sperando di guadagnare quei 20 o 30 euro al giorno”. Basta poco per far saltare i piani: le giornate piovose sono di riposo forzato, le raffiche di vento temutissime, l’arrivo delle forze dell’ordine può significare la fine di tutto. “Senza questa merce noi non sapremmo come campare. Per alcuni può essere un lavoro vergognoso, noi invece ne andiamo fieri. Oggi il mondo butta tutto, noi conserviamo e riutilizziamo”.

“Questa è roba che senza di noi finirebbe in discarica. Ma io non me ne vergogno”, spiega Enzo. “Ho fatto tanti mestieri, ho girato il mondo e ora ho questo. Amici e parenti, quando devono dismettere qualcosa, pensano a me e mi regalano quello che a loro non serve più”. Durante l’intervista passa qualche amico e cliente affezionato, si incuriosisce. “Il mercato sulle scale esiste da 40 anni”, racconta l’anziano signore. “Dovrebbe essere istituzionalizzato, c’è gente che viene fino a qui di proposito”. Salvatore e Vincenzo fanno parte di un gruppo consolidato di mercanti: “Noi però siamo gli ultimi degli ultimi, guarda dove siamo”, scherzano. Per guadagnare qualcosa e sfamare la famiglia restano sul posto fino al buio, per rincasare caricano un’automobile allo stremo o rincorrono l’ultimo autobus con borse stracolme. “Oggi ho guadagnato 25 euro e li ho spesi per i libri di scuola di mia figlia. Alla municipale io lo dico sempre, voglio anche andarmene da qui. Ma in mancanza d'altro la mia opportunità resta su queste scale, ogni mattina dalle 6”.

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