L'Oro di Napoli

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Antichi mestieri, il liutaio napoletano che sfida il tempo

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C'è una Napoli che trasforma il centro storico in un luogo popolato di friggitorie e b&b, che segue l'onda lunga del boom turistico degli ultimi anni. C'è un'altra Napoli, forse più piccola, silenziosa, che resiste all'omologazione, aggrappata alle sue lontane tradizioni, fatte di botteghe e antichi mestieri. 

Capita, così, che nell'ottobre del 2018 un giovane uomo di 42 anni decida, invece di aprire una paninoteca, di investire in una liuteria. Alessandro Zanesco questo mestiere lo fa dal 2003, da quando aveva 27 anni. Costruisce e ripara violini, seguendo la tradizione del '700 napoletano. "Sono violini cercati e richiesti in tutto il mondo - ci spiega - hanno un suono più dolce degli Stradivari".

La bottega di Alessandro sorge in via San Sebastiano, la storica via della musica di Napoli, che negli ultimi anni ha visto chiudere diverse attività storiche in favore del food&beverage. "Non potevo che aprire qui il mio negozio - racconta il maestro liutaio - dove negli anni '80 e '90 c'erano decine di negozi di musica e venivano da tutta la Campania per comprare strumenti, accessori e ricambi". 

Amici e parenti hanno cercato di dissuaderlo: "Anche il commercialista non era molto convinto, ma io so di ave fatto la scelta giusta, anche se è passato poco tempo dall'apertura, sento che andrà bene. Vorrei lanciare un messaggio anche agli altri liutai e commercianti del settore della musica: c'è spazio per tutti".

Detta in questo modo, sembra una follia anacronistica: "Non lo è. A Napoli ci sono migliaia di musicisti e, quindi, di strumenti. Ci sarebbe lo spazio per altre liuterie o, per esempio, per un negozio di fiati che, in zona, manca. Se rinascesse la strada della musica, gli appassionati tornerebbero qui. Ma se ci sono soltanto due negozi, chi verrà se non i pochi passanti? E poi ci sono i turisti che sono affascinati da botteghe del genere, dove le cose nascono dalle mani e non da una macchina. Per gli stranieri è una magia. E' la nostra storia, il nostro dna". 

Il liutaio non crede alla trasformazione di Napoli in metropoli mondiale: "Questa città non potrà mai diventare come le altre città europee. Napoli conserva un'anima forte che non appartiene a questo tempo, ma ai secoli passati".   

(Colonna sonora "Once again" e "Tenderness" da www.bensound.com)

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