L'Oro di Napoli

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"Agostino 'o pazzo", il motociclista acrobatico che mise in scacco la polizia napoletana

 

Molti nostri lettori negli "anta" ricorderanno le rocambolesche vicende di Agostino 'o pazzo, nome "d'arte" di Antonio Mellino, spericolato motociclista che negli anni '70 occupava stabilmente le prime pagine dei quotidiani napoletani. Mellino era un ottimo pilota, capace di sfuggire alla polizia rombando sulla moto a velocità sostenuta tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli. Mellino fu acciuffato nel settembre '70, mentre era con alcuni amici in piazza del Gesù Nuovo: in quel momento era senza la sua leggendaria Gilera. 

Il soprannome di Mellino, "Agostino 'o pazzo", deriva dalla passione che il giovane nutriva per Giacomo Agostini, motociclista 15 volte campione del mondo. Per ribellarsi ai continui sequestri di moto truccate, Mellino dà spettacolo: sfida apertamente i poliziotti con esibizioni acrobatiche, ruba loro i berretti e le palette, sfugge miracolosamente a ogni arresto programmato. 

Mellino diventa popolare, la folla si schiera con lui e cerca di difenderlo: la tensione tra fasce di popolazione e polizia sfocia negli scontri di fine agosto del 1970, con centinaia di feriti in piazza Trieste e Trento. Mellino è ormai un personaggio nazionale: dopo l'arresto viene scritturato dal regista Umberto Lenzi per il film "Un posto ideale per uccidere" (nel filmato che vi proponiamo, pubblicato da Spazio70, Mellino interpreta se stesso). Lavorerà con tanti altri registi come stuntman. 

Foto tratte dall'Archivio Fotografico Riccardo Carbone. Per donare, adottare un servizio o contribuire alla catalogazione: sito dell'Archivio.

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