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Il calvario di Gianfranco, la moglie Alessia: “Farò di tutto per salvare mio marito”

Partita la gara di solidarietà per salvare il giovane padre di Poggiomarino

Gianfranco Sangiovanni è un giovane di Poggiomarino che nella vita ha scelto di lavorare e crearsi una famiglia. "Ha vissuto sacrificando sé stesso, per il senso del dovere e per l'amore che lo lega a questa Terra", commenta la moglie Alessia ai microfoni di Radio Crc per la trasmissione Barba&Capelli. Gianfranco è un brillante commercialista, padre di Davide e Fiore, due bambini di soli cinque e tre anni. Tanta strada ha dovuto fare per affermarsi nel lavoro, un 32enne forte come una roccia, nessuno avrebbe mai detto cosa avesse in serbo la vita per lui.

Nessuno fino al 1° maggio 2018, quando gli è stato diagnosticato un tumore desmoplastico a piccole cellule rotonde, una malattia rara che attacca i tessuti molli e quindi molto difficile da abbattere, soprattutto perché è al 4° stadio. "Dopo anni di sacrifici - continua Alessia - La nostra vita sembrava aver preso una giusta piega. Eravamo pronti, dopo 18 anni di una relazione che ci ha regalato tante cose belle, ad unirci in matrimonio. Poi la scoperta della malattia e siamo andati a vivere nel buio, in una strada fatta di calvario".

Tanti sono gli ospedali girati per sottoporsi alle dovute cure, dal Sacro Cuore Don Calabria di Negrar a Verona, all'Istituto Nazionale Tumori di Milano, al Careggi di Firenze per le chemioterapie, fino al Ruggi di Salerno per le cure di secondo e terzo livello. Anche se tutte le speranze sembrano finire, Gianfranco e Alessia non smettono di lottare, ma c'è bisogno ancora di numerosi trattamenti integrati e terapie biologiche innovative. 

Il calvario di Gianfranco ed Alessia

Al suo fianco c'è sempre Alessia, di soli 31 anni, una guerriera che ha contattato vari medici e Istituti più specifici per approfondire il caso, come il Dott. Kato Tomoaki della "Columbia University Medical Center" di New York, il quale ha già avuto modo di prendere a conoscenza la delicata circostanza di Gianfranco, simile ad una sola persona in tutta Italia.
"Ricercando ulteriormente abbiamo scoperto che ci sono due centri d'eccellenza nella cura dei Sarcomi in Europa: il "Royal Marsden Hospital " in Inghilterra e il "Gustave Roussy Cancer Campus " in Francia con i quali siamo già in contatto per arrivare ad avere delle risposte concrete e speriamo risolutive".

Le parole di Alessia, moglie di Gianfranco

"Perché fa tutto questo? E dove trova la forza per affrontare una situazione così difficile?"

"Perché ci fosse una sola possibilità per salvare la vita di mio marito, allora vale la pena sperare. La forza l'abbiamo trovata nella fede. La prima cosa che abbiamo fatto quando siamo venuti a conoscenza della malattia, è stata quella di correre al Santuario di Pompei, al quale siamo legati da sempre, per pregare. Tante sono state le conoscenze fatte durante il calvario negli ospedali, ma la più grande comunità resta quella dei fedeli"- continua con voce commossa - "Perché ti accolgono come nessuno riesce a fare, e ti aprono uno spiraglio di luce, anche quando la luce non c'è. Noi continuiamo a lottare, non ci fermiamo qua".

L'ultimo appello di Alessia è per la ricerca scientifica italiana (spesso troppo lenta) e la giustizia, che mettono freni sulle procedure legali da svolgere per sottoporre pazienti con casi difficili ad operazioni quasi impossibili. "Perché voglio decidere io come morire", conclude. Durante questi giorni è stato creato un gruppo per la raccolta fondi destinata alle cure del giovane. 

L'Iban cui destinare eventuali aiuti è IT51J0560240270002000017323, intestato a Sangiovanni Gianfranco.

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