Tumori al seno: nuove speranze da un farmaco preventivo che dimezza le recidive

Alla ricerca, tutta italiana e guidata dallo IEO di Milano, hanno partecipato 14 strutture impegnate nella lotta alle neoplasie, tra cui Napoli

I risultati di uno studio tutto italiano, pubblicati sulla rivista ufficiale dell'americana Asco (American Society of Clinical Oncology) aprono "una nuova era" nelle terapie post-intervento per alcune categorie di tumori al seno e, soprattutto, danno nuove speranze.  A condurre la ricerca l'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, che ha coinvolto 14 strutture della Penisola, tra cui Napoli.

I ricercatori hanno dimostrato che la somministrazione per soli 3 anni di basse dosi di tamoxifene, il farmaco preventivo più studiato per il cancro al seno, peraltro a basso costo, diminuisce del 50% il rischio di recidiva e del 75% il rischio di un nuovo tumore all'altra mammella. Il basso dosaggio, inoltre, abbatte gli effetti collaterali del farmaco. Lo studio ha rilevato tra le pazienti trattate il 52% in meno di ripresa di malattia o nuovo tumore. L'ipotesi che un basso dosaggio di tamoxifene potesse essere efficace risale a una ventina di anni fa, ed era stata confermata anche da alcuni studi pilota, ma diversi fattori, finora, avevano ostacolato la realizzazione di una ricerca che coinvolgesse un ampio numero di donne, non ultimo la mancanza di sostegno economico. 

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