Neonati: allarme dei medici. In Campania molte le strutture non in grado di affrontare emergenze alla nascita

Nel 2018 circa 1000 gli interventi di trasporto d'urgenza. Pochi, però, i mezzi a disposizione

4 ore: è il tempo che è stato necessario lo scorso 25 luglio per trasferire un neonato bisognoso di cure urgenti da Pompei a Castellammare. La vicenda - per fortuna risoltasi positivamente per il piccolo - ha riacceso i riflettori sui limiti strutturali e organizzativi del servizio di trasporto dei piccoli in emergenza nel nostro territorio.

Sulla questione è intervenuta la SIN, la Società italiana di neonatologia, che in una nota scrive "Il servizio è inadeguato alle esigenze di una regione dove, solo nello scorso anno, sono stati necessari oltre 1.000 interventi". In particolare, continua la nota SIN, "i veicoli in attività sono obsoleti o comunque con alti chilometraggi". La Campania inoltre, precisa nel comunicato la SIN "ha il più basso rapporto tra centri di riferimento (Hub) e centri dipendenti (Spoke), con una rete di assistenza neonatale frammentata in Punti Nascita di primo e secondo livello ancora troppo numerosi (54 per circa 48.000 neonati), di cui 8 con un numero di nati/anno inferiore a 500, privi dei requisiti strutturali e organizzativi appropriati. Si tratta di strutture che spesso non sono in grado di affrontare situazioni di urgenza e di emergenza e mancano degli standard di qualità per promuovere, sostenere e proteggere la fisiologia della nascita". Ne deriva la necessità di trasportare un numero di neonati (2.8%) pari quasi al triplo di quello raccomandato (1%). L’alto tasso di trasporti in emergenza è quindi a sua volta connesso ad una maggiore mortalità neonatale, per la quale la Campania si colloca tra le regioni meno virtuose d’Italia.

I neonatologi della SIN auspicano perciò una ristrutturazione in tempi rapidi della rete dei punti nascita come da accordo Stato-Regioni oltre che l’attuazione della riorganizzazione dello STEN, mettendo a disposizione il loro supporto tecnico e scientifico al fine di tutelare la salute dei neonati.

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