Tumore del polmone: nuove speranze da Napoli

La combinazione di chemio e immunoterapici in alcuni casi riduce del 44% il rischio morte

Il tumore del polmone è la principale causa di morte oncologica al mondo e la neoplasia più diagnosticata con circa 2 milioni di nuvi casi ogni anno. Il 2019, nel nostro Paese, secondo le stime (dai dati AIRTUM) chiuderà con 42.500 nuove diagnosi: è un vero bollettino di guerra.

Dalla ricerca sembra però arrivare una nuova speranza di vita per i pazienti, come è stato evidenziato nel corso dell'incontro organizzato in città da MOTORE SANITA’.

"Parliamo di una patologia tra le più gravi in assoluto, come Regione Campania ma direi a nome di tutti, abbiamo il dovere di cercare di velocizzare la diagnosi, continuare a fare ricerca e sperare che le terapie innovative vengano approvate in tempi rapidi. Solo così possiamo garantire al paziente il massimo supporto possibile", spiega Enrico Coscioni, consigliere per la Sanità del Presidente della Regione Campania .

I nuovi trattamenti Uno studio recente (Keynote 189) rivela che l’immunoterapia con pembrolizumab in associazione alla chemioterapia in prima linea raddoppia la sopravvivenza dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso metastatico, praticamente dimezzando il rischio di morte ( - 44%) rispetto alla sola chemioterapia: “E' grande la necessità di avere nuove strategie terapeutiche immunoterapiche in prima linea in particolare nei pazienti che hanno un carcinoma polmonare non a piccole cellule ad oggi non candidabili all'immunoterapia in prima linea. I dati degli studi clinici dimostrano un vantaggio importante delle combinazioni di chemio+immunoterapia come di  anche con le combinazioni di chemio+diversi immunoterapici associati”, ha spiegato Cesare Gridelli, Direttore Dipartimento di Onco-Ematologia dell'Azienda Ospedaliera Moscati Avellino. I fondi attualmente stanziati per l'adozione dei farmaci innovativi non sembrano però sufficienti per il fabbisogno. Eppure l’utilizzo di farmaci più efficaci già dalla prima linea di trattamento, porta beneficio non soltanto in termini clinici per i pazienti ma anche in termini economici per la collettività: incide infatti positivamente sui costi diretti/indiretti e sulla produttività del sistema sanitario.

Per capire l'importanza è sufficiente considerare che - oltre alle vite umane - il tumore al polmone in Italia costa alla collettività circa 2,4 milioni di euro l'anno.

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