Sindrome coronarica acuta: come comportarsi

Oltre 2 pazienti su 3, se c'è il sospetto di un infarto in corso, vanno in ospedale con mezzi propri invece di chiamare il 118, perdendo tempo prezioso

In Italia, ogni anno, l'infarto miocardico acuto colpisce 150mila persone e resta tra le principali cause di morte. A rivoluzionarne il trattamento e, soprattutto, gli esiti infausti è l’angioplastica primaria cui, nella nostra regione, in soli due anni dall’attivazione della Rete per l’infarto, ha potuto avere accesso oltre il 50 per cento di pazienti in più: la Regione Campania, infatti, oggi è la prima regione italiana per numero di angioplastiche primarie. I dati (aggiornati a settembre 2019) evidenziano in particolare sia un aumento sia del riconoscimento immediato della patologia (+31% di ricoveri), sia un crescente numero di interventi di angioplastica coronarica (+24%), sia l'abbassamento della mortalità ad un mese (calata dall’11,96 al 10,44%) con un dato che colloca il nostro territorio sotto la soglia di riferimento nazionale.

Gli esperti però avvisano che per far funzionare in piena efficacia la rete per l'infarto è necessario che il soccorso al paziente colpito da un evento acuto sia attivato attraverso il servizio di emergenza del 118: solo così, infatti, è possibile effettuare una diagnosi pre-ospedaliera, facendo l'elettrocardiogramma nell' ambulanza, e quindi trasportare il paziente direttamente nel laboratorio di emodinamica. Ad oggi, invece,  più di 2 pazienti su 3 raggiungono invece le strutture sanitarie con mezzi propri, determinando non solo l'ingolfamento dei pronto soccorso ma anche perdite di tempo preziosissimo che possono compromettere seriamente l’efficacia della procedura.

L'allarme è stato lanciato nel corso di un incontro tra i maggiori esperti , gli operatori sanitari e rappresentanti delle istituzioni cui hanno preso parte, tra gli altri, Giovanni Esposito, Professore Ordinario di Cardiologia, Università degli Studi di Napoli “Federico II, Pietro Giudice, Referente Struttura Commissariale Regione Campania, Giuseppe Galano, Responsabile Centrale Operativa Regionale e Territoriale, ed Enrico Coscioni, Consigliere del Presidente della Regione Campania per la Sanità

  

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