Coronavirus: la comunità cinese di Napoli dispone l'auto quarantena

Nove i membri della comunità rientrati questo mese a Napoli dalla Cina: il Sindacato nazionale cinese chiede una struttura idonea ad ospitarli per la quarantena. La risposta della ASL Napoli 1 Centro

Per tutelare la sicurezza pubblica, la comunità cinese ha deciso un' "auto-quarantena" della durata di due settimane dal rientro da eventuali viaggi in Cina. Lo rende noto un comunicato del Sindacato cinese nazionale inviato all'ASL Napoli 1 Centro. La nota precisa anche il sindacato si impegna ad effettuare l'individuazione dei memebri della comunità rientrati o che rientreranno dalla Cina, ad offrire mediatori per la lingua e per i trasferimenti, a garantire il vitto grazie alla collaborazione con i ristoratori. Il presidente del Sindacato, Wu Zhiqiang, esprime però anche la "difficoltà di alcuni cittadini rientrati/rientreranno dal viaggio, che non hanno la possibilità di sottoporsi ad auto quarantena per 14 giorni nelle proprie abitazioni abituali, in quanto sono presenti altre persone coabitanti come coniugi, figli, parenti, amici" e chiede quindi che la ASL Napoli 1 Centro individui strutture adeguate per ospitarli  per il periodo necessario alla quarantena unitamente alla possibilità di effettuare test diagnostici e alla fornitura di adeguati materiali sanitari (maschere, guanti, tute protettive) per i volontari che si faranno carico di trasporto, fornitura pasti, assistenza: sono nove al momento i membri della Comunità cinese partenopea ritornati in città tra il 3 e il 7 febbraio, tutti adulti e asintomatici

La risposta della ASL

L'ASL Napoli 1 Centro tuttavia ha risposto che "come definito dalle circolari ministeriali e disposizioni regionali:

  1. non è prevista una quarantena generalizzata in assenza di sospetto clinico/anamnestico;
  2. la quarantena è prevista ove si evinca un contatto stretto come definito dalle circolari ministeriali, ossia un  soggetto con provenienza da area a rischio nuovo Coronavirus 2019.nCoV documentata e che presenti almeno un sintomo quale faringodinia, tosse, febbre, difficoltà respiratoria;
  3. nel caso si evidenzi il sospetto clinico è necessario rivolgersi alle strutture sanitarie per la corretta presa in carico che sarà definita nel rispetto dei protocolli regionali e delle linee di indirizzo delle circolari ministeriali" 

    

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