Pericolo zecche: come difendersi

Con il caldo iniziano la loro attività. Non saltano e non volano e non passano dagli animali all'uomo, ma restano in agguato su fili d'erba e foglie pronte a passare su qualsiasi ospite a sangue caldo. Il loro morso è innocuo, ma sono vettori potenziali di diverse patologie, anche molto gravi

Appartengono alla stessa classe di ragni, acari e scorpioni. Sono parassiti che si nutrono di sangue, potenzialmente molto pericolosi, sia per l'uomo che per gli animali. Delle circa 900 specie censite in Italia le più comuni - in base all'habitat - sono le zecche dei piccioni, che non trasmettono malattie ma possono provocare shock anafilattico, e quelle del cane e dei boschi.

Come attaccano Contrariamente a quello che si pensa la trasmissione delle zecche all’uomo non avviene per contatto diretto con gli animali, ma attraverso l’ambiente contaminato: non saltano e non volano, ma restano in agguato su steli e foglie, o anche nei giacigli degli animali, pronte ad aggrapparsi a piedi, gambe e braccia delle potenziali vittime.

Preferiscono  prati incolti , cespugli zone erbose e qualsiasi ambiente ombreggiato e umido: la loro presenza è collegata, essenzialmente, a quella di potenziali ospiti da parassitare.  Per questo possono trovarsi anche in città.

Quando agiscono La loro attività si concentra nei mesi caldi. Durante la stagione invernale, infatti, tendono a restare negli anfratti dei muri o a interrarsi in profondità. Le zecche non sono molto selettive nella scelta: qualsiasi animale a sangue caldo è una potenziale vittima.

Ciclo biologico Il ciclo biologico delle zecche può compiersi su uno stesso ospite oppure su ospiti diversi. Si sviluppa in 4 stadi distinti: uovo, larva, ninfa e adulto. Dopo la schiusa delle uova, il passaggio da uno stadio a quello successivo richiede un pasto di sangue. Le femmine adulte, inoltre, necessitano del pasto di sangue per la maturazione delle uova.

Le zecche tendono ad insediarsi sotto la cute dell'ospite, cui si agganciano con il loro rostro (apparato boccale) in maniera del tutto indolore: emettono infatti una sostanza contenente principi anestetici. Per nutrirsi la zecca rimane costantemente attaccata all’ospite, in genere tra i 2 e i 7 giorni

Il morso il morso della zecca non è di per sé pericoloso, i rischi sanitari dipendono invece dalla possibilità di contrarre le infezioni trasmesse da questi animali in qualità di vettori.

Malattie trasmesse dalle zecche le zecche sono in grado di trasmettere all’uomo numerose e differenti patologie che nel nostro Paese sono principalmente:

encefalite da zecca o Tbe (causata da un virus)

malattia di Lyme, causata dal batterio borrelia la rickettsiosi (trasmessa principalmente dalla zecca dei cani)

febbre ricorrente da zecche

tularemia

ehrlichiosi.

La maggior parte di queste malattie può essere diagnosticata esclusivamente sul piano clinico. Alcune insorgono a grande distanza dal morso (30/40 giorni). Una tempestiva terapia antibiotica è generalmente risolutiva. In caso di puntura, è fondamentale rivolgersi subito al medico curante

Prevenzione Per ridurre significativamente le possibilità di venire a contatto con le zecche, in particolare in caso di gite o escursioni in campagna o boschi, è consigliabile:

scegliere abiti chiari che rendono più facile l’individuazione ddi eventuali ospiti indesiderati,

coprire le estremità inferiori, con calze chiare (meglio stivali) e pantaloni lunghi 

indossare camicie e tshirt  a maniche lunghe e un cappellino 

evitare di toccare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta,

effettuare, al ritorno, un attento esame visivo e tattile della propria pelle e dei propri indumenti facendo attenzione al collo, dietro le ginocchia, sui fianchi, dove le zecche tendono ad annidarsi

trattare gli animali domestici con sostanze acaro-repellenti prima dell’escursione

spazzolare gli indumenti o, preferibilmente, lavarli prima di riporli in armadi e cassetti

In commercio si trovano repellenti per insetti (DEET, N-dietiltoluamide, icaridina, permetrina) e prodotti piretroidi da spruzzare sugli abiti.

Se individuate, le zecche vanno prontamente rimosse perché la probabilità di contrarre un’infezione è direttamente proporzionale alla durata della loro permanenza: solo dopo alcune ore dall'attacco, infatti, la zecca rigurgita parte del pasto inoculando nel sangue dell’ospite eventuali patogeni.

Come rimuovere una zecca

Cosa non fare  Per rimuovere una zecca non utilizzare mai alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette. La sofferenza indotta potrebbe infatti provocare il rigurgito di materiale infetto.

Cosa fare: la zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte piatte e sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione. In commercio ci sono  estrattori specifici che consentono di rimuovere la zecca. A volte  il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile. Fondamentale evitare di schiacciare il corpo della zecca, per evitare un eventuale rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni. 

La cute va disinfettata prima e dopo la rimozione, con un disinfettante non colorato: è bene, infatti, nei giorni seguenti verificare che nella zona non si formino pomfi o aloni rossastri che potrebbero essere segni e sintomi di un'eventuale infezione, come anche febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi nei successivi 30-40 giorni. 

In caso di sintomi, evitare il fai da te e rivolgersi subito al medico curante.

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