Malattie a trasmissione sessuale: dove fare controlli gratis e senza impegnativa

Lo screening per l'HIV/AIDS e le principali malattie a trasmissione sessuale può essere effettuato in completo anonimato: "la prevenzione deve essere una priorità" spiega Maurizio di Mauro, direttore dell'Azienda dei Colli

L’Azienda Ospedaliera dei Colli - Presidio ospedaliero Cotugno e l’Associazione Arcigay Anti-noo di Napoli hanno stipulato un protocollo d’intesa unico nel suo genere in tutta Italia. Triplice l'obiettivo dell'accordo: promuovere la cultura della prevenzione contro le malattie e le infezioni a trasmissione sessuale, contrastare la sierofobia - cioè i pregiudizi e la discriminazione delle persone sieropositive - e, soprattutto, offrire una serie di fondamentali servizi alla cittadinanza in genere e alla popolazione LGBT (Lesbian, Gay, Bisex e Trans) in particolare tra cui lo screening gratuito per le principali infezioni a trasmissione sessuale e l’accesso alla PREP (acronimo di profilassi pre-esposizione al rischio di un contagio da HIV) entrambe senza impegnativa del medico di base.

“Si tratta di un traguardo importante, rincorso per anni, che ci auguriamo possa essere presto replicato come buona prassi sia sul nostro territorio che nel resto del Paese”, dichiarano congiuntamente Daniela Lourdes Falanga e Antonello Sannino, rispettivamente Presidente e responsabile salute di Arcigay Napoli, l'associazione nata nel lontano 1984, quando il mondo intero era in piena emergenza AIDS, di cui si conoscevano soltanto gli effetti mortali.

“Il Cotugno è da sempre l’ospedale di riferimento per le malattie infettive in Campania, e si occupa da anni di HIV/AIDS e malattie a trasmissione sessuale. Con questo protocollo vogliamo essere ancora più presenti sul territorio, fornendo screening gratuiti per prevenire e per avviare ai migliori percorsi di cura tutti coloro che ne avranno bisogno. Solo continuando a parlare di HIV e di malattie a trasmissione sessuale potremo fare breccia nella coscienza di tutti affinché la prevenzione diventi un comportamento abituale” spiega Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.

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